Per migliaia di anni le sirene hanno popolato le fiabe e le leggende di mezzo mondo. Le creature metà donne e metà pesce sono diventate protagoniste dei racconti mitologici nel passato, di film e storie per bambini nell'era moderna. E' possibile che tale figura derivi da un essere umano reale? Sembra di sì, esiste infatti una patologia chiamata Sirenomelia, da molti conosciuta come "sindrome della sirena", ovvero una malattia molto pericolosa che colpisce il feto durante il periodo di formazione nella pancia della madre e che provoca la rotazione e la fusione delle gambe tra loro.

La rara malformazione congenita elimina le gambe e crea nel corpo umano un singolo arto, simile ad una coda di pesce, mentre il feto è nel grembo della madre. Lindsey Fitzharris, storico della medicina con un dottorato di ricerca presso l'Università di Oxford, ha detto in un'intervista al MailOnline che tale condizione si verifica a causa di un problema della normale vascolarizzazione, per la precisione ciò avviene quando il cordone ombelicale non riesce a formare due arterie. Di conseguenza non vi è sufficiente apporto di sangue verso il feto, dunque quest'ultimo non riesce a sviluppare due arti differenti.

La condizione è estremamente rara, colpisce infatti una persona su 100.000. I bambini nati con tale patologia raramente riescono a sopravvivere per più di due giorni. Tra gli ultimi casi noti di Sirenomelia c'è quello di Tiffany Yorks che nel 1988 ha subito un intervento chirurgico per separare le gambe poco prima del suo primo compleanno. Ora ha 26 anni soffre ancora di alcuni problemi di mobilità, a causa delle sue ossa fragili, e usa le stampelle e una sedia a rotelle per muoversi. E' una delle poche superstiti che è sopravvissuta alla malattia.

L'ultima sopravvissuta è invece Milagros Cerron, una bambina peruviana nata nel 2005 con le gambe unite a causa della rara sindrome, conosciuta da molti come la bimba "sirenetta". Nel 2006 un team di otto specialisti sono riusciti ad operarla e a separare le sue gambe per dargli una vita normale. La maggior parte degli organi interni di Milagros, tra cui il cuore e polmoni, erano in perfette condizioni, purtroppo però aveva un rene deformato e le vie urinarie e i genitali uniti in unico pezzo. Nel Giugno 2005 i medici eseguirono con successo il primo di una serie di operazioni rischiose per separare la parte inferiore delle gambe di Milagros. La seconda operazione è stata effettuata per separare il rimanente tessuto fuso, dal ginocchio all'inguine.

Il chirurgo Luis Rubio, che ha guidato gli specialisti, ha detto che dopo il secondo intervento Milagros aveva sviluppato la capacità di stare da solo in piedi, senza aiuto, e riusciva a fare piccoli passi se assistita. Nel 2012 la piccola si è dovuta sottoporre ad un trapianto di rene e ad un nuovo intervento chirurgico per ricostruire il suo tratto urinario. Ora la bambina ha due gambe ma dovrà ancora sottoporsi ad altre complicate operazioni per poter migliorare la propria condizione.