Maria Grazia Zedda
in foto: Maria Grazia Zedda

La disabilità è stata a lungo un tabù, vissuta nelle stesse famiglie come qualcosa da tenere nascosta, quasi come fosse una vergogna, un marchio di infamia. La società è poco incline verso colui che percepisce come diverso. Una volta creati dei modelli di perfezione e di cosiddetta normalità, chi non vi aderisce viene necessariamente additato e tenuto lontano. Ultimamente invece inclusività, uguaglianza e accettazione sono diventate delle parole molto importanti ed è compito di tutti far sì che non restino solo parole, ma un modo nuovo di vivere e di approcciare la realtà. Oggi di disabilità si parla anche di più, per sdoganare questo tabù e aprire le menti, ma anche le porte. Per un disabile, infatti, l'ingresso nel mondo del lavoro è più difficoltoso, ma esistono anche storie di successo come quella di Maria Grazia Zedda. La sua carriera è cominciata proprio quando, in qualità di madre con disabilità, si è trovata di fronte a numerose barriere nel trovare un impiego e lì ha deciso di reinventarsi, fondando una sua azienda.

Chi è Maria Grazia Zedda

Maria Grazia Zedda ha 50 anni ed ha una grave sordità. È originaria di Cagliari anche se vive e lavora a Londra, dopo aver trascorso diverso tempo negli USA tra San Francisco e Philadelphia. Il suo è un caso di eccellenza italiana all’estero, visto che nella capitale inglese ricopre un ruolo prestigioso e ha ottenuto un riconoscimento importante. Forse non sarebbe stato lo stesso se fosse rimasta in Italia. Il nostro Paese infatti non ha dei numeri soddisfacenti per quanto riguarda l’occupazione di persone con disabilità: la percentuale è nettamente inferiore a quella europea. A essere penalizzate sono soprattutto le donne. Maria Grazia a Londra è invece riuscita a realizzarsi. Il suo nome spicca nella Top 100 Influencers Disability 2019, fra le migliori 10 professioniste del settore pubblico.

Maria Grazia Zedda
in foto: Maria Grazia Zedda

Una vita dedicata all'inclusione

Attualmente Maria Grazia Zedda lavora nella High Speed 2: è senior manager per le Pari opportunità, dunque conduce programmi per l’inclusione degli impiegati dello staff, circa 1800 persone. Nello specifico, aiuta i vari reparti aziendali a produrre politiche inclusive e fa affiancamento a dipendenti che, per religione o disabilità, sono espressione di una qualunque forma di diversità. Nella sua vita si è sempre dedicata alla battaglia per l'inclusività, per abbattere le barriere che ancora troppo spesso si trovano dinanzi le persone "diverse". La sua azienda si occupa proprio di formazione di persone con disabilità. Insieme al marito Ian Sheeler (produttore alla Bbc e a Sky, a sua volta con problemi di udito) ha realizzato un programma di e-learning adottato tra gli altri anche dal Parlamento inglese. E non è tutto. Nella sua carriera ha anche co-fondato una cooperativa di donne disabili chiamata Sisters of Frida ed è stata vicepresidente del Forum sulla disabilità a Londra 2012. La sua è una storia di tenacia e passione, dove le barriere sono state superate non solo in nome della propria felicità e realizzazione, ma anche in nome di quella altrui, affinché ci sia un mondo sempre più aperto verso il "diverso", da accogliere e non da discriminare.