Il 16 settembre del 1977 è una data tragica per il mondo della musica, è il giorno in cui Maria Callas è morta a Parigi nel suo appartamento in avenue George Mandel. E' stata la cantante lirica più amata e discussa della storia e oggi, a 40 anni dalla sua scomparsa, sono moltissimi coloro che ne ricordano ancora il talento indiscusso. La sua esistenza è stata tormentata e passionale, tanto che in molti affermano che la frase che meglio la rappresenta, tratta dalla "Tosca" di Giacomo Puccini che lei stessa ha interpretato, è "Vissi d'arte, vissi d'amore". A 40 anni dalla sua morte, Maria Callas rimane l'unico personaggio del mondo della lirica che è riuscita a trasformarsi in un vero e proprio mito.

Le origini del mito

Maria Callas, il cui nome all'anagrafe era Sophia Cecilia Kalosnata, è nata a Kalogeropoulos, a New York, nel 1923 da una famiglia benestante di emigranti greci e fin da quando era piccola ha sempre un carattere chiuso introverso, che ha spinto la mamma a preferire la primogenita Jackie, considerandola il "brutto anatroccolo" della famiglia. E' proprio durante l'infanzia che la Callas ha scoperto la sua passione per la musica. Dopo aver ascoltato il soprano Rosa Ponselle, ha deciso di studiare canto. Aveva un talento così impressionante che è riuscita anche a vincere un concorso e a incidere un disco con un’aria di Madama Butterly. Addirittura, si dice che quando cantava in casa lasciando le finestre aperte, i passanti si fermassero ad ascoltarla. A soli 5 anni, poi, sfuggita al controllo della madre, è rimasta vittima di un incidente che l'ha fatta fine in coma per 22 giorni.

Dalla Grecia al trionfo all'Arena di Verona

Poco tempo dopo i genitori si sono ritrovati ad affrontare dei problemi economici e si sono trasferiti ad Atene. La città era conquistata dai nazisti e la Callas ha cantato per loro, facendo finire il suo nome su tutte le locandine. Nonostante il successo, è stata accusata di collaborazionismo e subito dopo licenzia. E' a questo punto che ha deciso di tornare in America ma qui le numerose audizioni a cui ha partecipato non sono andate a buon fine. L'occasione della sua vita è arrivata nel 1947 quando le è stato proposto di partire per l’Italia per esibirsi all’Arena di Verona, dove sarebbe stata diretta da un grande direttore d'orchestra, Tullio Serafin. Naturalmente ha accettato e le sue esibizioni sono state un tale successo che le hanno permesso di ottenere altri ingaggi.

La trasformazione dopo il successo

Qualche mese dopo è stata chiamata al Teatro della Fenice di Venezia per sostituire un soprano ammalato nei "Puritani" di Bellini e, ancora una volta, si è distinta per l'incredibile talento. Negli anni successivi ha raggiunto altri traguardi, arrivando a lavorare al Teatro alla Scala. Nel frattempo si era sposata con l'imprenditore veneto, diventato suo agente e impresario, Giovanni Battista Meneghini, e il suo aspetto stava cambiando radicalmente, visto che era passata dai 100 ai 54 chili. E' nota infatti la sua esibizione del 1954 nella "Traviata" di Giuseppe Verdi con la regia di Luchino Visconti, dove in molti stentavano a riconoscerla. E' proprio a partire da quel momento che è diventata una vera e propria diva richiestissima nei più grandi teatri del mondo, tanto che veniva inseguita ovunque da giornalisti e paparazzi che volevano sapere tutto di lei.

La fine del matrimonio e la storia con Onassis

Maria Callas si è sempre distinta per il suo carattere difficile e capriccioso che ha diviso l'opinione pubblica. Da un lato c'erano quelli che la amavano in modo incondizionato, dall'altro quelli che notavano ogni suo singolo errore diplomatico, criticandolo. In quel periodo la diva ha inoltre conosciuto a un ballo in maschera a Venezia Aristotele Onassis, un magnate greco che ha convinto lei e il marito a seguirlo in una crociera sul suo yacht, il Cristina. Quella vacanza ha segnato la fine del matrimonio della diva e l'inizio della leggendaria relazione con Onassis che l'ha portata al declino. Dopo che le sue esibizioni si sono ridotte sempre di più nel corso degli anni, l'uomo che amava l'ha lasciata nel 1968 e ha sposato Jacqueline Kennedy, da poco vedova del Presidente John Fitzgerald Kennedy.

Il trauma che l'ha portata al decesso

La Callas non si è mai più ripresa da quel trauma e, nonostante avesse partecipato anche a una tournée con il tenore Giuseppe di Stefano e a molti altri progetti, ha deciso poi di ritirarsi nel suo appartamento di Parigi dove è morta il 16 settembre del 1977 alle ore 13.30 in totale solitudine. Fino all'ultimo si è sentita sopraffatta dai fantasmi di una vita grandiosa e tragica e, non avendo più la voce di una volta, si è lasciata andare. Il referto ha parlato di un arresto cardiaco ma in molti hanno sospettato che si trattasse di suicidio. Le ceneri della diva sono state sparse per suo volere nel mar Egeo ma, anche se sono passati 40 anni dal decesso, è rimasta uno dei più grandi miti della storia. La sua voce riesce ancora oggi a stregare gli spettatori, tanto che le vengono dedicati eventi, libri e film. Maria Callas è in assoluto la cantante lirica più amata di tutti i tempi.

Lo stile di Maria Callas

Maria Callas è diventata una vera e propria stella durante la sua vita, tanto che oggi, a 40 anni di distanza dalla sua morte, sono moltissimi quelli che continuano ad ascoltare la sua meravigliosa voce. Ha avuto il merito di "resuscitare" le eroine che ha interpretato, donandogli una luminosità e una profondità che nessuna cantante lirica era riuscita a dare prima. Per quanto riguarda lo stile, la Callas amava imitare in ogni minimo dettaglio i look di Audrey Hepburn, dal trucco con l'eyeliner ultra black, ai tubini neri, fino ad arrivare alle eleganti acconciature raccolte. Ad aiutarla a perfezionare i suoi outfit è stata la stilista milanese Elvira Leonardi Bouyeure, in arte Biki, considerata la principale artefice della sua trasformazione da cantante di provincia goffa, impacciata e in sovrappeso a diva filiforme e dallo stile raffinato. Abiti strutturati con plissé e drappeggi, scolli a barchetta che appiattivano il seno prorompente, guanti lunghi per slanciare le braccia e il turbante che aggiungeva un tocco esotico agli outfit: sono stati proprio questi i capi che l'hanno trasformata in un mito.