A tutti sarà capitato di incontrare dei “manipolatori affettivi”, degli uomini che mettono in atto una lenta e lunga violenza psicologica che annienta completamente l’identità e la volontà della partner. Si tratta di veri e propri “killer dell’anima” che, senza spargimenti di sangue o abusi fisici, riescono ugualmente a far perdere ad una donna la libertà, la dignità, l’indipendenza, l’autostima. A differenza di quanto si potrebbe pensare, è un fenomeno molto più diffuso di quanto si crede, anche se estremamente sommerso.

Sono moltissime le donne che rimangono “prigioniere” in relazioni perverse e che sono incapaci di reagire. Il risultato è una sorta di paralizzazione affettava. Per evitare di trovarsi in situazioni simili, è importante saper riconoscere un manipolatore affettivo. Quest’ultimo entra nella vita di una donna come un principe azzurro dolce e gentile, solo dopo comincia poi a mostrare la sua vera natura. Cambia opinione e comportamento all’improvviso senza logica e coerenza, non sopporta le critiche, colpevolizza sempre la partner, trasferisce le sue responsabilità sull’altro e non comunica chiaramente le sue richieste.

A subirne il fascino sono soprattutto le donne forti, convinte di trovare qualcuno capace di tenergli testa, ma inconsapevoli del fatto che si trovano a che fare con dei manipolatori. Il manipolatore affettivo riesce a scovare le debolezze della propria partner e ad utilizzarle per raggiungere i suoi scopi. Prima di fidarsi al 100% di un uomo, sarebbe dunque meglio conoscerlo bene, così da evitare di ritrovarsi con la dignità e l’identità annientata.