da sinistra Max Mara, DROMe, Tod’s
in foto: da sinistra Max Mara, DROMe, Tod’s

Pochi capi hanno attraversato la storia della moda come il trench, diventando un caposaldo invernale del guardaroba maschile e femminile. Oggi è un simbolo universale di classe ed eleganza, ma il trench nasce nel mondo militare, come cappotto per i soldati. "Trench coat" infatti significa cappotto da trincea: il suo tessuto impermeabile infatti lo rendeva perfetto per resistere alle intemperie. A trasformarlo da divisa dei soldati a divisa delle fashion victims ci hanno pensato i divi del cinema: chi non ricorda Audrey Hepburn con un trench mentre corre per le strade di New York? Il modello più classico è color beige, con la cintura, due file di bottoni e una mantellina sulla schiena per far defluire l'acqua. Ma la moda negli anni si è divertita a giocare con dettagli, colori e volumi: da Prada a Tod's, oggi torna in grande spolvero nelle collezioni per la Primavera/Estate 2021 confermandosi il capo perfetto per affrontare i capricci del tempo in primavera.

Chi ha inventato il trench? La guerra sulla paternità

Sappiamo che il trench ha fatto la sua comparsa intorno alla metà dell'Ottocento, ma ci sono moltissime aziende che ne reclamano la paternità. Una è la Charles Macintosh & Co. (l'attuale Makintosh) che nel 1823 aveva trovato il modo di impermeabilizzare i tessuti spalmandoli con un film di gomma. Un'altra è la londinese Aquascutum: il sarto John Emary, nel 1851, mise a punto un tessuto impermeabile all'acqua e iniziò a fornire i suoi cappotti anche all'esercito inglese. Ma a poca distanza c'era un'altro imprenditore che faceva la stessa cosa: Thomas Burberry. Il suo nome oggi viene associato al trench più famoso e popolare, ma nel 1879 aveva brevettato la gabardine, un tessuto in cotone a maglie molto strette, che non permettevano all'acqua di entrare. Il modello Tielocken, del 1912, è molto simile ai trench che indossiamo ancora oggi.

Salvatore Ferragamo
in foto: Salvatore Ferragamo

Da Audrey a Marlene: il capo delle dive del cinema

Chiunque sia stato il primo, poco importa: finita la guerra, il cappotto impermeabile con la cintura e i bottoni diventò molto popolare anche grazie ai divi del cinema che lo indossavano sullo schermo. Era l'epoca d'oro di Hollywood, tra spy stories e gangster movie in bianco e in nero il trench conobbe un'immensa fortuna. Un nome su tutti? Humphrey Bogart in Casablanca. Ma la storia del cinema è piena di trench: da Marlene Dietrich in Scandalo Internazionale fino a Audrey Hepburn in Colazione da Tiffany. Conquistò attori e intellettuali, ma anche teste coronate: il cugino della Regina Elisabetta II, Lord Lichfield, partecipò come ospite d’onore a una serie di campagne pubblicitarie per il trench Burberry negli anni Settanta. Ancora oggi, il trench è la quintessenza dello stile inglese.

Dua Lipa in Burberry
in foto: Dua Lipa in Burberry

Il trench è il soprabito perfetto per la primavera

Come tutti i classici, il trench ha conosciuto mille rivisitazioni: dal beige ai colori fluo, dal rigoroso nero al verde militare. Sono scomparse le alette e la patta posteriore per fare posto a bottoni maxi, colletti a contrasto e stampe. Il suo aplomb discreto è perfetto per non stonare con nulla perché trasmette eleganza, sicurezza e un pizzico di mistero: se pensate a un detective o una spia, come lo immaginate? Occhiali scuri e trench, appunto. Il trench è un capo ricco di suggestioni letterarie e cinematografiche, ma rimane un soprabito pratico e funzionale. Soprattutto in questa stagione, quando il tempo fa i capricci e non si sa mai come vestire, il trench è la scelta migliore: protegge dalla pioggia e dal vento ed è più leggero di un cappotto, perfetto per le giornate tiepide. Non si porta più solo nei giorni di pioggia: sopra i jeans o il tubino nero, con le skeaners sportive o con il tacco 12, il trench è perfetto sempre.

Louis Vuitton
in foto: Louis Vuitton

I trench di tendenza per la Primavera 2021

Anche quest'anno, i designer hanno giocato con lunghezze, volumi e colori. I più classici sono quelli di Tod's e MaxMara, color beige. Saint Laurent toglie la struttura, facendo sfilare un modello scivolato, in un color sabbia dorato. Prada lo propone in nero minimalista, con un'unica fila di bottoni mentre, sul versante opposto, quello di Alberta Ferretti è in un fucsia acceso e si porta abbinato a pantaloni e camicie della stessa nuance, per un look monocromo dalla testa ai piedi. Anche MSGM punta sui colori accesi e sui contrasti, come il fucsia e il verde mela. Insomma: sceglietelo come più vi piace, ma mettetelo in lista tra i prossimi acquisti, non vi deluderà.

Prada
in foto: Prada