Lo scorso lunedì Parigi ha vissuto dei momenti drammatici, la cattedrale di Notre-Dame è andata in fiamme e le immagini di quel terribile incendio, che ha provocato lo sgretolamento dell'antica guglia e altri danni inestimabili, hanno fatto in pochissimo tempo il giro del mondo. Nonostante i vigili del fuoco abbiano comunicato che la struttura è complessivamente salva anche se danneggiata, è impossibile non rimanere impressionati di fronte quella vista devastante. La cattedrale è sempre stata considerata uno dei simboli della città e della Francia e oggi appare completamente diversa, "ferita" ma non distrutta. E' proprio per cominciare i lavori di ristrutturazione il prima possibile, restituendo a Parigi uno dei suoi monumenti iconici, che in moltissimi hanno fatto delle donazioni. Tra i primi, oltre a François-Henri Pinault, l'imprenditore a capo del gruppo Kering, anche la famiglia Bettencourt-Meyers, ovvero la proprietaria del colosso della cosmetica L'Oréal, che ha offerto un aiuto di 200 milioni di euro.

La donazione per il restauro di Notre-Dame della famiglia Bettencourt-Meyers

La famiglia Bettencourt-Meyers è una delle più ricche della Francia, gestisce infatti il colosso della cosmetica L'Oréal, ed, essendo ormai considerata un simbolo dell'eccellenza del paese, non poteva rimanere indifferente di fronte il terribile incendio che lo scorso lunedì ha distrutto una parte della cattedrale di Notre-Dame. Fin da quando la notizia ha cominciato a fare il giro del mondo, sono stati moltissimi quelli che hanno offerto un sostegno finanziario per i lavori di ristrutturazione, così da restituire a Parigi uno dei suoi iconici simboli. Gli eredi di L'Oréal hanno dimostrato di avere a cuore il futuro della città, offrendo un aiuto finanziario di 200 milioni di euro, di questi 100 verranno donati attraverso la fondazione Bettencourt Schueller. Al momento si tratta della donazione più elevata insieme a quella di Bernard Arnault e, secondo le prime stime, la cifra totale che dovrà essere utilizzata per il restauro della cattedrale avrebbe superato i 600 milioni.

Il fashion system sostiene la ricostruzione della cattedrale

Le immagini della cattedrale di Notre Dame distrutta dalle fiamme hanno fatto il giro del web ed è impossibile rimanere impassibili di fronte a una visione tanto devastante, visto che si trattava di uno dei simboli iconici di Parigi. E' proprio per restituire una parte della sua storia alla città, da sempre considerata una delle capitali della moda, che il fashion system è intervenuto materialmente per finanziarne la ricostruzione. Il primo ad averlo fatto è stato François-Henri Pinault, uno degli imprenditori più ricchi della Francia, dal 2005 è infatti presidente e amministratore delegato di Kering, il gruppo di cui fanno parte marchi di lusso come Gucci e Balenciaga, che dopo l'incendio ha  donato 100 milioni di euro allo stato francese. A seguire il suo esempio, la famiglia Arnault, proprietaria del gruppo del lusso LVMH, che ha stanziato altri 200 milioni di euro per fare fronte alla tragedia. Secondo Michel Picaud, presidente dell'associazione "Friends of Notre-Dame de Paris", il progetto di restauro della cattedrale costerà 150 milioni di euro ed è proprio per sostenerlo che il presidente Emmanuel Macron ha intenzione di lanciare una campagna internazionale di raccolta fondi, così che i lavori possano cominciare il prima possibile. Secondo le stime per far tornare la chiesa al suo antico splendore dovrebbero volerci 5-6 anni, durante i quali i turisti non potranno visitare il meraviglioso monumento.