Nelle ultime ore non si fa altro che parlare degli annunci di gravidanza di Anne Hathaway e Natalie Imbruglia. Le due stanno vivendo un momento magico della loro vita in contemporanea, hanno rivelato di aspettare un bambino di recente e ad accomunarle non c'è solo il pancione messo in mostra sui social ma anche il fatto di aver ricorso alla fecondazione assistita. Entrambe hanno avuto qualche problema nel concepimento, anche se per motivi differenti, ma la cosa particolare è che hanno avuto la forza di combattere contro i luoghi comuni, sfidando le pressioni a cui vengono sottoposte le rappresentanti del sesso femminile in fatto di maternità. Il loro merito? Non aver provato vergogna nel parlare dei trattamenti a cui si sono sottoposte per rimanere incinte, a dimostrazione del fatto che non c'è nulla di imbarazzante nel diventare mamme in modi non convenzionali.

L'ansia da maternità e le pressioni sociali nei confronti delle donne

Nonostante viviamo in una società all'apparenza emancipata, la verità è che esistono ancora troppi luoghi comuni che pervadono il modo di pensare comune. Tra questi c'è anche "l'ansia da maternità", ovvero l'idea secondo cui una donna debba necessariamente sposarsi e avere un figlio in modo naturale, senza possibilità di fare una scelta differente o controcorrente come ad esempio quella di non voler diventare madre, di optare per l'adozione nel momento in cui riscontra piccoli inconvenienti nel concepimento o di rivolgersi a un donatore quando si è single. Alcune arrivano addirittura a sentirsi frustrate e fuori luogo solo perché non riescono a trovare un partner con cui mettere su famiglia e cominciare una gravidanza naturalmente. A quante sarà capitato di sentirsi fare una delle domande più inopportune al mondo, ovvero "Quando fai un figlio"? Si tratta di un'abitudine che crea solo delle fortissime pressioni tra le rappresentanti del sesso femminile, che addirittura arrivano a vergognarsi di loro stesse nel caso in cui quel ritardo nella maternità sia dovuto a problemi di infertilità o nella vita di coppia. Certo, in questo discorso entra in gioco anche l'orologio biologico, ma ad oggi esistono moltissime soluzioni alternative per avere un figlio anche quando si è fuori dagli schemi "convenzionali".

Anne Hathaway e Natalie Imbruglia, mamme "non convenzionali"

La dimostrazione materiale del fatto che si può diventare mamme anche al di fuori del concepimento naturale e dei rapporti tradizionali sono Anne Hathaway e Natalie Imbruglia, che nelle ultime ore non hanno avuto paura di rivelare di essersi servite della fecondazione assistita per cominciare un nuovo capitolo della loro vita. Entrambe hanno trovato non pochi problemi nel rimanere incinte naturalmente, la prima perché ha avuto problemi di infertilità, la seconda perché single. L'attrice ha parlato apertamente della sua esperienza sui social, condividendo un messaggio molto commovente. Ha infatti dichiarato:

Non è un film. Scherzi a parte, per tutti quelli che attraversano l’inferno dell’infertilità e del concepimento, sappiate che nessuna delle mie gravidanze è stata una linea retta. Vi mando amore extra.

Anche Natalie Imbruglia ha optato per una scelta "non convenzionale", è single ma, desiderando fortemente un bambino, ha deciso di ricorrere a un donatore di sperma, raccontando tutto sui social senza vergogna. La cantante ha infatti spiegato:

No, non ho ingogliato un’anguria, sono in attesa del mio primo figlio che nascerà in autunno. Chi mi conosce sa che è qualcosa che desideravo da molto tempo, e sono grata che sia stato possibile con l’aiuto della fecondazione in vitro e di un donatore di sperma. Non dirò altro pubblicamente. Sono così eccitata per questa nuova avventura.

La verità è che ogni donna deve sentirsi libera di pensare alla maternità quando meglio crede, fregandosene dei luoghi comuni, delle pressioni sociali e optando per la soluzione più consona alle proprie esigenze. In fondo, solo lei conosce la sua storia ed è in grado di valutare qual è il periodo perfetto per mettere su famiglia.

Perché si diventa mamme sempre più tardi

Se in passato una donna cominciava a pensare alla maternità fin dal raggiungimento della maggiore età, oggi le cose sono cambiate e non di rado si diventa mamme dopo i 40 anni. Le rappresentanti del sesso femminile non vivono più all'eterna ricerca di un uomo con cui mettere su famiglia, si sono emancipate e vogliono prima di tutto realizzarsi da sole prima di pensare a dei possibili figli. Il motivo? La maternità viene considerata un completamento della propria serenità e non una condizione necessaria per raggiungerla. E' per questo che si dà priorità ad altro, prima di tutto al lavoro, capace di assicurare una certa sicurezza e indipendenza economica. Sarà perché i rapporti sono diventati sempre più instabili o perché le donne hanno voglia di non dipendere dal partner dal punto di vista finanziario, ma la cosa certa è che quasi tutte vogliono realizzarsi dal punto di vista professionale, una cosa che fino a qualche decennio fa veniva considerata utopica. Considerando anche il fatto che, tra il completamento degli studi, la ricerca del lavoro ideale e l'attesa di un contratto professionale stabile, passano anni, è chiaro che una donna si ritrova a dover posticipare la maternità anche quando la desidera. Peccato solo che l'orologio biologico non si adegua a tutto questo, costringendo le donne a ricorrere sempre di più a trattamenti di fecondazione artificiali. Le statistiche degli ultimi anni, come ad esempio il report intitolato "Le Equilibriste: la maternità in Italia" presentato da Save The Children, hanno evidenziato che il tasso di fecondità è sceso moltissimo, tanto che nel 2018 la natalità ha toccato un nuovo record negativo, ovvero di 449.000 nascite. Il motivo? Conciliare la vita familiare e professionale è sempre più complicato e, fin quando non si hanno delle sicurezze economiche, le donne preferiscono evitare una gravidanza, così da non mettere il pericolo la felicità di un presunto bambino. Di fronte una situazione simile è arrivato il momento di pensare anche a delle soluzioni "alternative" per diventare genitore, dalla fecondazione assistita alla donazione di sperma, fino ad arrivare all'adozione. In fondo, essere mamme e amare in modo incondizionato un bambino non significa necessariamente avere il suo stesso sangue.