Sembra che il film S1m0ne alla fine sia diventato realtà. Se allora il regista Viktor Taransky, interpretato da Al Pacino, aveva dato vita tramite un programma informatico a Simone, un'attrice bellissima e di talento, oggi si parla di influncer virtuali che lavorano nel mondo reale. Miquela Sousa è la prima: creata nel 2016 da Brud, una società di intrattenimento americana, conta oggi 2,4 milioni di followers su Instagram. A darle vita sono stati Trevor McFedries e Sara Decou, cofondatori della start up, che hanno sfruttato la tecnologia CGI, computer-generated imagery che opera nell'ambito della grafica computerizzata. Nel giro di pochi anni questa ragazza piena di lentiggini, con la frangetta, gli occhi color nocciola e un diastema tra i denti è diventata una modella vera, ingaggiata da marchi del calibro di Prada, Dior, Calvin Klein, ma anche Ugg, Tommy Hilfiger e Samsung. E da pochi giorni ha firmato con la Creative Artists Agency (CAA), in qualità di prima cliente virtuale, come riportato da Variety.

Not the VitaminD I was talking about, but it’ll do.

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Chi è Lil Miquela, l'influencer e cantante virtuale

Non esiste, eppure attorno a lei e ruota un business non indifferente, non solo legato al mondo della moda, ma anche della musica. Lil Miquela, questo il suo nome social, ha pubblicato diverse canzoni, da Not Mine, che conta su Youtube oltre 800 mila visualizzazioni, a Speak up in cui racconta della rottura con il suo fidanzato Nick, fino al singolo Machine, realizzato in collaborazione con Teyana Taylor. Ha una voce reale come quella di Rihanna, come si legge sul sito della start up, che però non rende noto di chi sia. Balla a ritmo di musica su TikTok, dove vanta 7 milioni di like. E tra una canzone e un balletto pubblica foto della sua vita da 19enne in compagnia di amici virtuali come lei e in carne e ossa. E non disdegna di affrontare tematiche serie e impegnate. Nel 2018 il suo profilo Instagram è stato hackerato e sostituito da Bermuda, una modella caucasica. Si è poi scoperto che era stata la stessa società Brud a organizzare la messa in scena. «Non sono sicura di potermi identificare comodamente come una donna di colore. "Brown" è stata una scelta fatta da una società. "Donna" era un'opzione sullo schermo del computer. La mia identità è stata una scelta fatta da Brud per vendermi ai marchi. Non li perdonerò mai. Non so se mi perdonerò mai. Sono diversa. Voglio usare ciò che mi rende tale per creare un mondo migliore. Voglio fare cose che forse gli umani non possono. Voglio lavorare insieme e usare i nostri diversi punti di forza per realizzare le cose che contano», scriveva in un post su Instagram poco dopo.

Performance fit: 👍or 👎 #miquelacovers COMING SOON

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Miquela tra realtà e finzione

Che su Instagram si pubblici solo ciò che si vuole realmente mostrare è cosa nota, ma esperimenti sociali come questo ci dimostrano come oggi sia difficile riuscire a distinguere la realtà dalla finzione. Scorrendo i post di Lil Miquela, con le sue espressioni reali, la sua aria a tratti divertita a tratti annoiata, tipica degli adolescenti di oggi, si noteranno i centinaia di commenti di quanti ancora si chiedono se lei sia vera. E ora che l'emergenza ha portato il mondo della moda a cambiare e a darsi nuovi tempi e nuovi spazi, ci si chiede se in un futuro non troppo lontano anche questo cambierà e ci abitueremo ad avere a che fare con modelli e influencer totalmente virtuali.