Ruth Clemens è una ragazza di 25 anni, viene da Leeds e, come tutte le sue coetanee, ama essere alla moda e indossare vestiti trendy. Acquista spesso nelle grandi catene low-cost ma non immaginava che le taglie di negozi simili sono “finte”.

Porta la 44 ma, dopo aver visto che un jeans di H&M di quella taglia non le entrava, ha voluto provare la 48. Incredibilmente, anche quella misura più grande le andava piccola, tanto che non riusciva neppure ad abbottonarlo. Indignata dall’accaduto, ha scritto un post di accusa rivolto al colosso della moda low cost. La ragazza ha dichiarato:

Cara H&M sono una taglia 44, occasionalmente una 48, così ho deciso di provare i pantaloni della taglia più grande, sicura che sarebbero entrati, invece non è stato così. Non sono sovrappeso, non sono particolarmente alta o bassa e la mia corporatura è media. Perché stai facendo taglie non veritiere? Sono troppo grassa per la moda low cost?

La critica è chiara, il brand H&M è stato accusato di produrre taglie troppo piccole per le ragazze “normali”. Il post è infatti diventato virale, ottenendo 72.000 like e 10.000 condivisioni, segno che in moltissime si sono ritrovate nella stessa situazione.

Il marchio non ha lasciato che la cosa passasse inosservata e infatti ha rilasciato una dichiarazione ufficiale: "Siamo spiacenti per la tua esperienza negativa, il nostro interesse è far trascorrere momenti piacevoli a tutti i nostri clienti. Facciamo abbigliamento per ogni corporatura, ma i tagli possono variare a seconda del modello e del tessuto. Apprezziamo la segnalazione e provvederemo a risolvere”. Chissà se Ruth e tutte le altre ragazze che non trovano la propria taglia nei negozi di moda low-cost si sentiranno soddisfatte per la risposta ricevuta, certo è che sponsorizzare l’eccessiva magrezza è assolutamente sbagliato e poco sano.