Greenpeace si è sempre battuta per denunciare i problemi ambientali e per promuovere delle soluzioni ecologiche. Dal 2011 ha lanciato la campagna Detox, che intende eliminare dal mercato tessile tutte le sostanze chimiche pericolose sia per l’ambiente che per la salute umana, come i nonilfenoli etossilati, utilizzati per il lavaggio e la tintura, oppure i composti perfluorurati, usati per fabbricare i tessuti impermeabili e antimacchia, che hanno proprietà antiaderenti e idrorepellenti.

Questi prodotti artificiali, presenti molto spesso anche negli indumenti per bambini, potrebbero causare problemi ai reni, al fegato, alla tiroide e alla fertilità. Finalmente, dopo una lunga campagna di protesta, oggi si stanno raggiungendo i primi risultati. Valentino, Benetton, Burberry, Zara, H&M, Mango, Levi’s ed altre famose aziende tessili, che forniscono marchi di lusso, hanno deciso di eliminare queste sostanze chimiche pericolose dalle proprie filiere. Chiara Campione, responsabile del progetto, ha dichiarato:

La rivoluzione Detox è iniziata, le cose stanno cambiando. Molti marchi importanti hanno aderito impegnandosi a mettere online analisi periodiche e verificabili sui loro prodotti. Non solo. Tante sono state le griffe che senza neppure darne annuncio, chiamavano i loro fornitori di tessuti chiedendo di seguire il prontuario Greenpeace perché non volevano rischiare di finire nel nostro prossimo rapporto.

Le sostanze tossiche non possono essere utilizzate in Europa, ma molte case di moda producono i loro abiti in fabbriche asiatiche, che sfuggono ai controlli dell’UE. Il consiglio degli esperti di Greenpeace è quello di acquistare solo abiti la cui etichetta indica che sono 100% italiani, di lavarli almeno due volte prima di indossarli e di evitare assolutamente di comprare degli indumenti sulle bancarelle. "Lì abbiamo riscontrato nelle analisi dei tassi altissimi di componenti tossiche. Certe merci non dovrebbero proprio entrare in Italia", ha spiegato Chiara Campione.