E’ risaputo che il sesso femminile è costretto ogni giorno ad affrontare discriminazioni in ogni campo, soprattutto lavorativo, ma in pochi sapevano che anche il mondo della tecnologia mettesse in atto comportamenti sessisti. Secondo uno studio condotto presso il California Institute of Technology, le donne sono delle ottime programmatrici informatiche, tanto che riescono a raggiungere dei risultati migliori dei colleghi maschi, a patto però che la loro identità rimanga nascosta.

Sono stati analizzati più di 1,5 milioni di utilizzatori anonimi di GitHub, una piattaforma open source utile per lo sviluppo di programmi informatici in cui tutti possono apportare modifiche e aggiunte, ed i risultati sono stati chiari. Il 78,6% dei suggerimenti fatti dalle donne sono stati accettati, contro il 74,6% di quelli degli uomini. I dati sono però cambiati drasticamente quando le utenti hanno rivelato la propria identità e il proprio sesso. In casi come questi, il tasso di accettazione è sceso al 62,5%. E’ chiaro dunque che, anche se le donne hanno dimostrato di essere più competenti degli uomini nella programmazione, un ingegnere di sesso femminile non viene considerato credibile e professionale quanto un maschio.

Questa ricerca americana ha sottolineato ancora una volta che la discriminazione di genere esiste anche nei paesi occidentali definiti “evoluti” e moderni. Si tratta di una realtà gravissima che non  può essere più accettata poiché impedisce alle donne di realizzarsi professionalmente e di raggiungere grandi risultati nello sviluppo sociale e tecnologico del mondo contemporaneo.