Trovare lavoro negli ultimi tempi è sempre più difficile, soprattutto per il sesso femminile, costretto a subire anche delle discriminazioni sessiste quando si parla di carriera. Se nei giorni scorsi è stato dimostrato che non conviene indossare l'anello di fidanzamento ai colloqui, una nuova ricerca ha dato prova del fatto che anche il proprio peso influisce su una possibile assunzione. Secondo uno studio pubblicato sulla rivista scientifica "Plos One", le donne grasse e paffute hanno meno possibilità di fare carriera, a prescindere dal loro curriculum brillante.

Il motivo sarebbe molto semplice: il sovrappeso non solo non si adegua all'immagine distinta e formale di ogni tipo di brand ma viene considerato anche nocivo per l'ambiente lavorativo. Insomma, alla gente non piace comprare o essere serviti da una persona grassa ma è ingiusto penalizzare la carriera di una persona solo perché ha qualche chilo di troppo. In particolare, la prima cosa che viene guardata di una candidata è il viso, soprattutto quando si svolge un lavoro a contatto con i clienti: quando appare troppo paffuto, si viene automaticamente scartate.

La ricerca propone però anche una possibile soluzione a questo fenomeno di discriminazione. Per evitare di scartare delle lavoratrici valide solo per la loro taglia e le loro misure, si dovrebbe ripristinare la figura del responsabile delle risorse umane, che non sarebbe altro che l’anello mancante tra datore di lavoro e lavoratore. Solo in questo modo si potrà mettere fine a un atteggiamento decisamente inaccettabile e offensivo.