Ognuno di noi ha delle abitudini ben precise quando si parla di cibo, c'è chi si concede un pranzo leggero per poi mangiare qualcosa in più a cena, chi ha orari sregolati e chi invece segue una dieta ben precisa, la cosa che in pochi immaginano è che il modo di nutrirsi influenza i propri figli in modo abbastanza evidente. A dimostralo è uno studio condotto presso l'Università di Breslavia e pubblicato sulla rivista Appetite, secondo il quale lo stile alimentare delle mamme è capace di modificare le abitudini culinarie dei piccoli. Esistono tre tipi differenti di alimentazione: quella emotiva, ovvero quando si mangia per reagire a emozioni negativa, quella basata su stimoli esterni, quando si desidera un particolare cibo perché invogliati dal suo aspetto, dal suo profumo e dal suo sapore, e quella restrittiva, legata alla voglia di dimagrire o di mantenere il proprio peso.

Dopo aver tenuto sotto controllo per diversi anni gli stili alimentari di oltre 800 mamme con figli tra i 5 e i 12 anni, i risultati sono stati chiari: quelle che mangiavano in modo emotivo o restrittivo trasmettevano queste condizioni anche ai figli, soprattutto alle femmine. "La somiglianza tra madri e figlie può essere sì dovuta all’influenza delle une sulle altre, ma anche al fatto che sono entrambe inserite nello stesso contesto culturale sono quindi simili nell’approccio al cibo perché sono simili alle altre donne che appartengono alla loro stessa cultura", ha spiegato Margherita Guidetti, ricercatrice in Psicologia sociale all’Università di Padova e all’Università di Modena e Reggio Emilia. Il motivo per cui le mamme influenzerebbero di più dei papà le abitudini alimentari della prole fin dalla tenera età? Non solo passano più tempo con loro ma, secondo il luogo comune, la donna continua a essere la "regista" della dieta familiare, dunque un vero e proprio punto di riferimento per i bambini.