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L’appello di Malala Yousafzai: “Fate tornare le ragazze afghane a scuola”

Non è il primo appello che Malala Yousafzai, attivista premio Nobel per la Pace, lancia in questa direzione: a metà ottobre aveva scritto una lettera aperta ai leader del G20 e al regime, chiedendo di riaprire i cancelli alle studentesse. Ora, in un’intervista a un canale pakistano, rilancia il messaggio.
A cura di Beatrice Manca
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L'attivista premio Nobel Malala Yousafzai torna a parlare delle ragazze afghane, private del diritto di andare a scuola dal regime talebano. Questa volta lo fa durante un'intervista al canale di notizie pakistano Dawnl'attivista dice di essere "preoccupata" per il divieto imposto alle studentesse, un provvedimento che dovrebbe essere "temporaneo" ma che rischia di durare anni. "Un mese fa – ha aggiunto – i talebani hanno annunciato la ripresa delle lezioni per i ragazzi, ma non hanno detto nulla per l'istruzione delle ragazze".

Malala difende il diritto all'istruzione femminile

Da sempre Malala Yousafzai si batte per il diritto all'istruzione femminile nei paesi musulmani: nel 2012 fu attaccata dai talebani mentre tornava a casa da scuola. La ragazza, appena adolescente, fu raggiunta da un colpo di pistola alla testa ma non smise di raccontare la vita delle ragazze pakistane sotto il regime talebano. Nel 2014 ha vinto il Premio Nobel per la Pace e da allora continua il suo impegno sui diritti civili e sul diritto all'istruzione. Dopo la caduta di Kabul nelle mani dei talebani l'attivista ha più volte fatto appello alla comunità internazionale, chiedendo protezione per le donne e per le bambine afghane. Durante l'intervista a Dawn Malala Yousfazi ha ricordato come, durante il loro precedente governo nel 1996, i talebani avevano costretto le donne per anni a rinunciare alla scuola e al lavoro. "I talebani – ha precisato – stanno consentendo l'istruzione primaria alle bambine, ma le studentesse dalla quinta classe non possono uscire". Anche il rettore di Kabul ha annunciato il mese scorso che le donne non potranno frequentare l'università.

La lettera aperta di Malala Yousafzai

Il punto, spiega l'attivista, è che il messaggio dei talebani è "poco chiaro": "I talebani hanno detto che tutto sarà fatto secondo la legge islamica; tuttavia, in molti altri paesi musulmani, le donne lavorano, vanno a scuola e fanno parte del governo". Tuttavia, aggiunge nell'intervista, la pressione sui talebani da parte di attivisti e donne afgane è sicuramente un "segnale positivo". Non è il primo appello che Malala Yousafzai lancia in questa direzione: a metà ottobre aveva scritto una lettera aperta ai leader del G20 e al regime, chiedendo ai suoi milioni di follower di sottoscrivere il messaggio. "I talebani hanno chiuso i cancelli delle scuole per milioni di ragazze afghane, privandole non solo della loro educazione, ma del loro futuro".

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