Goodbye Darling, I'm Off To Fight non è solo un film presentato al Biografilm Festival di Bologna. È una storia di vita che lascia senza fiato, una testimonianza di coraggio di una donna che ha scelto di combattere. Chantal Ughi è un'italiana nata nel 1981 che aveva deciso di intraprendere la carriera di modella e attrice, finché non ha capito che la sua strada era il Muay Thai e ha lasciato tutto per inseguire il suo sogno e risollevarsi dal torpore in cui le brutte esperienze la stavano relegando.

La carriera nello spettacolo l'aveva portata a New York nel 2001, e lì ha iniziato anche a muovere i primi passi nel mondo della musica. Proprio in questo ambiente è iniziata una storia d'amore malata con un sassofonista tedesco che rischiava di trascinarla nel baratro. Racconta che l'uomo era possessivo, alcolizzato e faceva uso di droghe, e che lei aveva continuato a stargli vicini nella speranza, tipicamente femminile, di poterlo salvare dal suo destino. Ma nessuno si salva se non lo desidera, e questo Chantal l'ha capito sulla sua pelle.

Per uscire dall'infelicità in cui questa storia la stava risucchiando ha deciso di combattere, proprio come sentenzia il titolo del film. Aveva cominciato da poco ad allenarsi in una palestra a New York e ha capito che era quella la strada da percorrere per sentirsi veramente viva e riprendere in mano sé stessa. Così è partita per la Thailandia e lì è rimasta per 5 anni. Racconta di tempi difficili e di un ambiente fortemente misogino: in molte palestre alle donne non era neppure permesso entrare. Ma Chantal si è battuta con forza e ha abbracciato un regime rigido di meditazione e allenamento , rinunciando completamente alla vita mondana, al computer, ai tacchi e agli abiti eleganti, per raggiungere il suo sogno e superare i pregiudizi. E alla fine ce l'ha fatta e quando nel 2008 a Bangkok ha vinto il suo primo combattimento per il titolo mondiale davanti a 200.000 persone e alla famiglia reale, quasi non ci credeva.

Con tanti successi in tasca, però, è stata costretta a far ritorno in Italia dopo 5 anni a causa di un infortunio. Nella sfortuna, però, ha incontrato Simone Manetti, il regista della sua biografia, che è rimasto talmente affascinato dalla sua storia da voler realizzare un reportage filmandola 24 ore su 24. E così è partito al suo seguito quando Chantal ha deciso che era arrivato il momento di rimettersi in piedi, ed è tornata a Bangkok per ricominciare ad allenarsi e a combattere.

Il risultato è un lungometraggio di una storia emozionante ed esemplare. In un mondo in cui si parla costantemente di violenza sulle donne, Chantal Ughi mostra come sia possibile reagire e combattere, nello sport e nella vita, per costruire la propria felicità, contro un compagno che non mostra alcun rispetto e contro ogni avversità della vita.