La sindrome dell'ovaio politeistico è un disturbo molto diffuso che colpisce una donna su 10 in tutto il mondo. Solitamente, presenta alcuni sintomi come l'aumento di peso, l'acne, la comparsa di peli sul viso, delle difficoltà nell'ovulazione, dei periodi di depressione e la presenza di alcune cisti ovariche ma non è sempre semplice riconoscerlo. A volte, solo quando si cerca di avere un bambino senza raggiungere alcun risultato, si capisce di soffrirne e si interviene attraverso di trattamenti ormonali.

Questi ultimi, però, non riescono a eliminare le cause sottostanti, ma si limitano a ridurre i sintomi. Secondo uno studio condotto presso l'University of New South Wales e pubblicato sulla rivista "PNAS", i problemi non partirebbero dalle ovaie ma dal cervello. E' infatti proprio quest'ultimo a gestire la produzione di ormoni, i principali responsabili della comparsa della sindrome. In particolare, sono stati condotti dei test su dei gruppi di topi e i risultati sono stati chiari: quelli il cui cervello non produceva uno specifico ormone non sviluppavano l'ovaio  policistico.

"Per la prima volta abbiamo una nuova direzione verso cui rivolgerci. Attraverso la ricerca cercheremo di curare la sindrome agendo sull'eccesso di androgeni nelle ovaie", ha spiegato Kirsty Walters, l'autrice dello studio. In futuro, si cercherà di raggiungere gli stessi risultati anche sugli essere umani, così che si possa trovare finalmente un trattamento che possa combattere in modo definitivo un problema tanto diffuso come la sindrome dell'ovaio policistico.