Sono sempre di più i mercatini e gli store fisici che puntano tutto sulla moda vintage, mettendo in vendita abiti di seconda mano. Se in passato coloro che acquistavano vestiti usati si ritrovavano a dover rovistare tra montagne di capi sporchi e malmessi, oggi le cose sono cambiate: le t-shirt, i pantaloni, le maglie e gli accessori della cosiddetta "second fashion" vengono messi a nuovo, diventando incredibilmente glamour. Ecco per quale motivo questo trend è in costante crescita, tanto da aver ridotto in modo impressionante il divario con il fast fashion in pochi anni.

La moda di seconda mano ha fatturato 24 miliardi in un anno

Secondo i dati raccolti nel 2018 da CNBC, sono sempre di più le persone che acquistano abiti usati, tanto che la moda vintage riesce a fare concorrenza al fast fashion. In particolare, solo negli Stati Uniti lo scorso anno sono stati spesi circa 24 miliardi di dollari tra mercatini vintage, thrift shop e store online dedicati solo ed esclusivamente a capi di seconda mano come Depop o ThredUp. Il motivo per cui sono così tanto richiesti? Non solo vengono venduti a prezzi bassi anche quando sono di ottima qualità, ma il molti casi sono anche pezzi unici che non possono essere trovati in altri negozi. Come se non bastasse, permettono anche di appoggiare i temi di sostenibilità ambientale, riducendo al minimo l'inquinamento causato dalla produzione fashion. Insomma, è chiaro che la second hand fashion fa una concorrenza spietata al fast fashion di colossi come Zara, Primark ed H&M. Non sorprende, dunque, che secondo una proiezione dell'online store thredUP e GlobalData entro il 2028 la richiesta di abiti usati supererà quella di abiti nuovi, raggiungendo una quota di 64 miliardi di dollari spesi ogni anno contro i 44 miliardi del fast fashion. Insomma, a quanto pare per essere trendy bisogna rivolgersi ai negozi vintage: quale miglior modo di questo per sfoggiare un capo esclusivo e sofisticato?