E' lo stato israeliano a mettere in moto un circolo virtuoso per eliminare la piaga dell'anoressia e della bulimia, approvando una legge che spaccherà in due l'industria del fashion.

Arriva da Israele un importante passo avanti verso la lotta all'anoressia e nell'abbattimento di quel pericoloso paletto discriminatorio nei confronti delle modelle un po' più in carne, le curvy models. E' stata approvato lunedì scorso, secondo fonti riportate dalla rivista Vogue, un provvedimento che incoraggia l'industria della moda a proporre, nelle loro pubblicità, donne che siano in salute e, da questi incentivi, vengono esclusi i marchi che propongono le modelle eccessivamente magre. Un colpo di coda che arriva da un paese che da anni è precursore dei tempi che punta soprattutto a far capire ai più giovani che emulare le protagoniste delle passerelle "pelle e ossa", è una strada pericolosa e totalmente priva di controllo per la propria salute e per il proprio stato mentale.

Dire no all'uso di Photoshop, è uno degli assi portanti della legge. Riuscire a convincere tutti che il modello o la modella che vediamo raffiguati come l'Adone e la Venere di turno non sono reali, è un passo fondamentale per la lotta all'anoressia e alla bulimia. L'illusione provocata dai ritocchi digitali contribuisce a trasformare donne già magre in veri e propri corpi quasi androgini e scheletrici. Il governo israeliano non è stato solo nell'approvare la legge, anzi, ha avuto tra i suoi più accesi sostenitori uno dei procuratori per top model più famosi del paese, Adi Barkan. Da 30 anni in questo mondo, proprio Adi ha dichiarato di aver visto tantissime giovani donne che nel tempo sono state costrette a diventare sempre più magre, lottando con tutte le forze per adattarsi a quella malsana chimera generata dalle industrie fashion.

Nello stato israeliano la moda è come il calcio in Italia, seguita da tutti e non è un caso che l'eroina nazionale in patria sia la magnetica e affascinante Bar Refaeli, una delle professioniste del settore che, in questo senso, è capofila di un circolo virtuoso, tra gli esempi più positivi per questo mondo che troppo spesso trascina con se' il germe dannoso della vita snella a tutti i costi. E non è un caso nemmeno che sia stata proprio la Refaeli a lanciare Under.me, un marchio di lingerie "comoda", che soddisfa tutte le donne fino alle taglie più forti. La battaglia contro l'anoressia per gli israeliani sta assumendo le stesse identiche proporzioni della lotta contro il fumo perché, stando alle statistiche nazionali, emerge un preoccupante dato: il 2% delle ragazze comprese tra i 14 e i 18 anni soffrono di disturbi alimentari. Il dato è simile e conforme a quello dei maggiori paesi sviluppati, quindi porre un freno al falso mito della "Taglia 42" ad ogni costo e favorire l'orgoglio XXL è la strada per combattere il fragile e deviante concetto della bellezza/magrezza.