Riaprire o non riaprire le scuole? Questo è il problema. Sta facendo rumore l'intervista che la Ministra dei Trasporti Paola De Micheli, ha rilasciato al quotidiano La Repubblica. La Ministra spiegando che sui mezzi di trasporto pubblici, nonostante gli incrementi non è possibile garantire un distanziamento fisico adeguato, ha dichiarato che potrebbe essere utile, oltre che necessario, spalmare l'orario di ingresso dei ragazzi in classe, non soltanto tra le 8 e le 9 del mattino ma nell'arco dell'intera giornata e dell'intera settimana, sabato e domenica compresi. E se la Ministra non ha dubbi sulla necessità di andare a scuola il sabato, prima di avanzare proposte su un'eventuale apertura domenicale (la Sottosegretaria alla Salute Sandra Zampa l’ha già bollata come improponibile) spiega, bisognerà ovviamente discuterne con il Governo. In una situazione di emergenza siamo davvero pronti a sacrificare tutto? Pur di non continuare con la didattica a distanza è plausibile una scuola aperta 7 giorni su 7? "Io direi che sarebbe meglio lasciare perdere la domenica. I bambini, i ragazzi e anche i docenti in questo momento sono molto sotto pressione e non è il caso di aggiungere un ulteriore cambiamento con cui dover fare i conti" ha spiegato a Fanpage.it la dottoressa Marta Versiglia, pedagogista e insegnante nella scuola primaria e autrice di numerose pubblicazioni.

A scuola la domenica? No, grazie

La Ministra De Micheli ha affermato "Siamo in emergenza e bisogna far cadere ogni tabù", circa l'eventuale possibilità di andare a scuola 7 giorni su 7 per evitare il sovraffollamento sugli autobus. "Ci sono stati dei grandissimi cambiamenti nella scuola – continua la pedagogista – e pensiamo anche ai genitori che hanno più figli e che devono fare spesso i salti mortali per accompagnarli o andare a prenderli a scuola perché hanno orari sfalsati. Andare a scuola anche la domenica non sarebbe così funzionale o utile". Tabù o non tabù, includere anche la domenica tra i giorni scolastici vorrebbe dire rinunciare a un giorno da sempre deputato al tempo libero. E a chi dice che il tempo libero a disposizione oggi è fin troppo, è bene ricordare che didattica a distanza e lockdown non sono affatto sinonimo di dolce far niente. "Più che tempo libero oggi potremmo dire che il tempo è bloccato. Per questo è bene che la domenica invece continui a restare così come è per tutti. Anche se non possiamo uscire e non possiamo fare chissà cosa, io consiglierei di lasciare la domenica senza scuola". 

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