Spalle morbide, vita stretta e fianchi ampi, la Dior Bar Jacket compie gli anni senza essere invecchiata affatto. Era il 12 febbraio 1947 quando Christian Dior presentava a Parigi New Look, la sua prima collezione Haute Couture. Lungo quella passerella fece il suo debutto proprio l’iconica giacca pensata per il pomeriggio e i cocktail negli alberghi. Arduo è stato il compito di reinterpretarla per gli stilisti che sono subentrati alla direzione artistica della maison, da Yves Saint Laurent a Gianfranco Ferré, da John Galliano a Raf Simons.

Maria Grazia Chiuri reinterpreta la giacca iconica di Dior

Oggi, a distanza di 73 anni, è Maria Grazia Chiuri, prima donna alla guida della casa di moda francese, a darle nuova vita. Dopo le stampe check, le linee maschili e i dettagli in denim della collezione invernale, per Dior Cruise 2020 il tocco femminile si fa più forte e audace. Seta, rafia e ricami danno vita a delle Dior Bar Jacket senza tempo, attuali ma con un tocco che guarda al passato. Ad accompagnare la Chiuri in questa produzione artistica sono state le artiste Mickalene Thomas e Grace Wales Bonner. Thomas, afroamericana, ha creato un modello patchwork della Bar Jacket, rubando a Monet i suoi paesaggi. Bonner, anglo-giamaicana, ha voluto rendere omaggio all’artigianato caraibico, servendosi di ricami, rafia e crochet. Il risultato è una collezione destinata a essere ricordata, forte e delicata, femminista e gentile, come la Chiuri ha dimostrato di essere dal 2016 a questa parte.

Le star che hanno indossato la Dior Bar Jacket

Architettonicamente perfetta, eterea pur nella sua austerità, la Dior Bar Jacket ha conquistato star e celebrities da tutto il mondo e a tutte le ore, non più confinata al solo pomeriggio, da Jennifer Lawrence a Chiara Ferragni, passando per Doutzen Kroes e Natalie Portman. Che sia a un party, su un red carpet, o alla prima di un evento, è stata la protagonista indiscussa, abbinata a un paio di jeans, a una longuette o a una minigonna con stivali alti. Mai inadeguata, ma sempre di moda, a dimostrazione che quelle 73 candeline non pesano affatto.