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La crisi delle scarpe con il tacco, vendite dimezzate nel 2020: le donne riscoprono la comodità

Cerimonie cancellate, niente vita sociale, bar e locali chiusi: nell’anno della pandemia le donne hanno dovuto mettere da parte i tacchi a spillo e ora non sembrano più intenzionate a comprarli. Questo perché queste calzature hanno una storia ambigua: strumento di emancipazione o inutile tortura?
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A cura di Beatrice Manca
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La pandemia ha stravolto le nostre abitudini, incluso il modo di vestirci. Tra smartworking e coprifuoco, la tuta è diventata la nostra divisa d'ordinanza, da portare in casa e fuori. Il leisurewear, l'abbigliamento morbido e comodo, è esploso, mentre al contrario nessuno ha più investito in abiti da sera o da cerimonia. Niente più matrimoni, feste o serate di gala: se mancano le occasioni, non ha senso investire in abiti da cocktail o cappotti eleganti. Per lo stesso motivo, anche le scarpe con il tacco alto hanno conosciuto una grande crisi nel 2020: secondo NPD Group, che si occupa di ricerche di mercato, le vendite di queste calzature sono diminuite del 45%. Nemmeno la Carrie Bradshaw di Sex&The City, paladina del tacco dodici, avrebbe potuto indossarle in questi mesi. Quando si tornerà alla normalità, però, cosa succederà? Torneremo a ondeggiare su pump e sandali gioiello o preferiremo la comodità di sneakers e mocassini?

Le donne si sono abituate alla comodità

Che le vendite di tacchi alti calassero era scontato: quel tipo di calzatura si usa per gli eventi eleganti e mondani, oppure per gli impegni di lavoro. Tutte occasioni che con il lockdown sono sparite o molto ridotte. Non avendo motivo di sfoggiarle, le donne hanno rinunciato ad acquistarle. Ma secondo Beth Goldstein, analista del settore per accessori e calzature dell'azienda, le vendite non si rialzeranno automaticamente una volta tornati alla normalità. Intervistata dal Wall Street Journal ha spiegato che le vendite rimarranno contenute per molte donne i tacchi sono scomodi, un'inutile dittatura a cui sottoporsi solo per ragioni di stile. Dopo un anno passato "raso terra" molte vorranno continuare a sperimentare la comodità, preferendo quindi tacchi bassi e modelli flat, come stringate.

L'attrice Sarah Jessica Parker, Carrie Bradshaw di Sex&The City
L'attrice Sarah Jessica Parker, Carrie Bradshaw di Sex&The City

I tacchi, simbolo di emancipazione o di oppressione?

Croce e delizia delle donne, i tacchi sono un formidabile strumento di seduzione e di potere: regalano una camminata ondeggiante e fanno di sentire molte donne più sicure e consapevoli. Ma sono innegabilmente scomodi e per molte indossarli è una vera tortura."Alcune sono grate di averli lasciati nell'armadio, ad altre mancano e non vedono l'ora di tornare a indossarli", ha detto al Wall Street Journal Marjorie Jolles che insegna Gender Studies alla Roosevelt University. Il tacco, come i corsetti e i reggiseni, è un accessorio ambiguo: da una parte ingabbia il corpo femminile, costringendolo a posizioni scomode e innaturali, dall'altra però viene rivendicato da molte donne come strumento di empowerment. Qualunque sarà la scelta delle donne in futuro, la moda avrà sempre modo di accompagnare i loro passi.

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