Sarà perché i giovani sono stati travolti dalla crisi economica o perché vogliono rimanere "liberi" il più a lungo possibile, ma è evidente che il numero dei matrimonio è diminuito in modo incredibile negli ultimi anni, soprattutto in Italia. Secondo i dati raccolti dall'Istat nel 2015, anche se sono state celebrate 4.600 nozze in più rispetto all'anno precedente, sono aumentate del 57% le richieste di divorzio breve.

E' chiaro dunque che, anche quando una coppia arriva pronunciare il fatidico "sì", non deve subito tirare un sospiro di sollievo perché la rottura potrebbe essere dietro l'angolo. Problemi economici, diverse vedute sull'educazione dei figli, tradimenti, mancanza di interessi in comune, la passione che svanisce, sono solo alcune delle cose che possono portare due persone a lasciarsi dopo il matrimonio. In Italia, inoltre, sono moltissimi coloro che non arrivano nemmeno a compiere questo grande passo e che addirittura si rifiutano di arrivare all'altare. "Il problema molto spesso è proprio cosa si intenda per amore. Quando ci si innamora il rapporto va avanti da sé, senza che si compiano degli sforzi, senza particolare impegno da parte dei partner. Ma l'innamoramento è solo la fase iniziale di un rapporto e prima o poi, fisiologicamente, finisce", ha spiegato Grazia Attili, professore ordinario di psicologia sociale alla Sapienza – Università di Roma.

Insomma, per far sì che un rapporto funzioni non deve esserci solo l'amore ma anche la disponibilità a impegnarsi, un'intimità tale da superare la mera attrazione sessuale, la consapevolezza del fatto che quel legame cambierà con il passare del tempo. Solo chi riuscirà ad accettare e ad affrontare le difficoltà naturali di una relazione potrà costruire qualcosa insieme, evitando di rovinare tutto ricorrendo al divorzio.