Le donne sono sempre più libere, emancipate e indipendenti ma, nonostante ciò, c'è ancora molto da fare quando si parla di diritti femminili. Alle porte del 2020 la disparità di genere, la violenza domestica, il femminicidio, la disparità salariale, sono ancora dei problemi molto più diffusi di quanto si immagina. Non esiste ancora nessun paese "a misura di donna" e a dimostrarlo sono i dati ufficiali raccolti nel report "Women, Peace and Security Index" realizzato dall’Istituto di Georgetown e pubblicato sul numero di novembre di National Geographic. L'obiettivo della ricerca è fotografare le condizioni femminili nei vari paesi del mondo, analizzando l'inclusione delle donne nella società, il loro senso di sicurezza e l'accesso alla giustizia. Il risultato? Decisamente negativo, visto che non ci sono ancora sistemi sociali in cui le discriminazioni di genere possono essere considerata solo un lontano ricordo.

I paesi del Nord Europa rispettano i diritti femminili

Esistono però delle nazioni che si avvicinano a un modello utopico e sono quasi tutte del Nord Europa, dalla Danimarca all'Islanda, fino ad arrivare ad Austria, Regno Unito, Lussemburgo, Svezia e Olanda. Qui le donne hanno il diritto di gestire le loro finanze, di accedere al proprio telefono cellulare, di svolgere un lavoro retribuito. Gli Stati Uniti sono alla posizione 19 della classifica a causa del numero esiguo di seggi legislativi ricoperti da donne, mentre l'Italia ha guadagnato solo il 28esimo posto su 167 paesi. Anche se è salita di quattro posizioni in più rispetto allo scorso anno, rimane dietro Francia, Spagna, Germania, Portogallo, Lituania, Estonia, Slovenia, Serbia e Polonia, dunque è l'ultima dei paesi del G8.

In Bahrein le donne possono uscire di casa solo col proprio marito

I paesi peggiori in cui nascere donna, invece, sono quelli in cui le leggi discriminatorie, il sessismo e i fenomeni di violenza raggiungono ancora livelli elevatissimi, rendendo l'inclusione solo una vera e propria utopia. È il caso della Siria, dell'Afghanistan, dello Yemen, dove le disparità di genere sono all'ordine del giorno, radicate in una cultura patriarcale che non vuole saperne di evolversi. In Pakistan, ad esempio, il 75% degli uomini considera inaccettabili che le rappresentanti del sesso femminile abbia un lavoro retribuito, mentre nel Bahrein le donne possono uscire di casa solo al fianco del proprio marito. Come se non bastasse, il 90% dei paesi del mondo ha almeno una legge discriminatoria nei confronti del sesso femminile e solo nel 2018 si sono contati 379 milioni di violenze da parte del partner. La speranza è che questa classifica possa motivare le nazioni che si trovano in fondo alla lista, così che comincino a confrontarsi con gli altri, comprendendo che l'oppressione e la negazione dei diritti femminili è qualcosa di inaccettabile.