Il 1° febbraio, al Museo del Tessuto di Prato, verrà inaugurata "La camicia bianca secondo me. Gianfranco Ferré" una mostra che si propone di raccontare la creatività e il genio stilistico di un protagonista della moda contemporanea internazionale, attraverso il capo icona della sua capacità progettuale, la camicia bianca. Ideata e organizzata dalla Fondazione Museo del Tessuto di Prato e dalla Fondazione Gianfranco Ferré, l'exhibition si configura come un vero e proprio omaggio al lavoro e al talento dello “stilista architetto”.

Sin dai primi anni della sua carriera, Ferré si fece portavoce di un dialogo continuo tra architettura e moda, creando un linguaggio nuovo i cui due mondi difficili e complessi riuscivano ad integrarsi perfettamente. “Direi che buona parte del mio iter creativo si spiega alla luce del mio background e della mia formazione come architetto. Per me la moda è poesia, intuito, fantasia, ma è anche metodo e atteggiamento progettuale che si fonda sulla concezione dell’abito come risultato di un intervento programmato e consapevole sulle forme", con queste parole il designer racconta la sua arte.

Il percorso espositivo – In un gioco di leggerezze e luci, 27 camicie – selezionate tra le più straordinarie create in oltre venti anni di attività – insieme ai suoi disegni, permetteranno di entrare a contatto con la poetica sartoriale di Ferré e i suoi innovativi slanci progettuali. La mostra sarà allestita nei suggestivi spazi del Museo del Tessuto di Prato ed il percorso espositivo si svilupperà in ampie sale dove il visitatore scoprirà l’approccio tecnico-progettuale dell’architetto Ferré nella costruzione del capo-camicia. Grazie ad installazioni artistiche di grande suggestione sarà possibile approfondire la complessità e l’ingegno insiti nella costruzione di alcune camicie più strutturate, individuando i passaggi cruciali più originali dello sviluppo del capo.

Tra i capi iconici in mostra ci sarà il bustier di seta che, aprendosi come una calla delicata, “svetta come una corolla, incorniciando il viso” quasi sfidando le leggi della gravità. La spettacolare camicia “rovesciata” in cui la logica di costruzione è talmente originale che trasforma il capo in puro oggetto di design. L’essenzialità e il genio di un solo macro collo che si fa camicia. In mostra anche un’ampia collezione di immagini e di disegni – materiali tecnici unici per l’eccezionalità del tratto di Ferré, capace di raccontare in pochissimi lampi l’idea forte che vi è dietro ogni progetto, evidenziando particolari preziosi come le tipologie di tessuto, i dettagli teatrali o le rifiniture nascoste. Completeranno l’allestimento macro proiezioni ed installazioni multimediali con immagini e video di sfilate provenienti dall’Archivio della Fondazione Ferré.