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L’Oréal licenzia la modella con il velo: aveva scritto un post contro Israele nel 2014

Amena Khan è una modella di 33 anni mussulmana, indossa il velo ed è stata scelta come testimonial di uno shampoo da L’Oréal Paris. Di recente, però, si è vista costretta a rinunciare all’ingaggio: nel 2014 aveva condiviso un post violentissimo contro lo stato di Israele.
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Amena Khan è una donna di 33 anni, viene dalla Gran Bretagna ed è la co-fondatrice di Ardere Cosmetics, influencer con mezzo milioni di followers su Instagram e modella. E' inoltre mussulmana e porta il velo da quando aveva 20 anni. Di recente, il brand cosmetico L’Oréal Paris l'ha scelta come testimonial di uno shampoo, facendola diventare la prima con lo hijab nelle sue pubblicità. "Anche le donne velate si occupano dei loro capelli. Altrimenti dovremmo credere che le donne senza velo lo fanno solo per mostrarsi agli altri", aveva dichiarato la Khan. La cosa era stata considerata rivoluzionaria, soprattutto perché dimostrava che il marchio era attento verso le minoranze che portavano il velo per motivazioni religiose.

Perché la modella con il velo è stata licenziata?

Dopo il traguardo raggiunto da Amena, il sito americano "The Daily Caller" ha pensato bene di esaminare le attività passate della modella sui social media e ha scovato un post che è finito al centro delle polemiche. Nel 2014 la modella aveva infatti scritto un tweet violentissimo contro Israele, definendolo uno "Stato terrorista" e augurandone la scomparsa. I media hanno dunque cominciato a prenderla di mira, sottolineando il fatto che non poteva essere considerata un esempio di uguaglianza, viste quelle parole di discriminazione contro gli abitanti di Israele. Amena si è vista dunque costretta a ritirarsi dalla campagna e a cancellare quell'intervento dal suo profilo social. In un nuovo post pubblicato su Instagram ha poi scritto:

Sono profondamente dispiaciuta per il contenuto dei tweet che ho scritto nel 2014 e per la rabbia e il dolore che hanno causato. Promuovere la diversità è una delle mie passioni, non discrimino nessuno. Con grande rammarico mi ritiro dalla campagna perché il dibattito che adesso la circonda distoglie dai sentimenti positivi e inclusivi che ne erano all’origine.

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L’Oréal Paris ha accettato la decisione, continuando a sostenere il suo impegno verso la tolleranza e il rispetto nei confronti di tutti i popoli. Non è la prima volta che capita una cosa simile: nell'agosto del 2017 il brand aveva scelto per la prima volta una modella transgender come testimonial, precisamente l'attivista britannica Munroe Bergdorf ma anche lei ha dovuto dire addio all'ingaggio a causa di alcune accuse razziste fatte sui social.

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