Lo scorso settembre, Edith, una donna di 77 anni è imporvvisamente caduta in terra, un minuto prima stava spingendo il suo carrello al supermercato, un attimo dopo lamentava strane sensazioni al corpo e un formicolio al braccio. Quando è arrivata in ospedale ha avuto un ictus che l'ha resa incapace di muoversi normalmente, ora è collegata a tubi e macchinari per alimentarsi e per espletare le normali funzioni vitali. Quando l'entità del danno è diventata chiara, il personale del Royal Hospital di Blackburn ha detto al marito della donna, Richard, un uomo di 82 anni, di aspettarsi il peggio, i medici hanno comunicato all'uomo che sua moglie non avrebbe vissuto più di due o tre giorni. In realtà si sbagliavano Edith è ancora viva ed è costretta in un letto d'ospedale. Suo marito non può riportarla a casa perchè i medici non lo ritengono capace di badare alla donna malata.

Quando sua moglie si è ammalata Richard ha fatto di tutto per  portare avanti la casa e continuare a vivere normalmente, ora vorrebbe esaudire il desiderio di sua moglie che quando era sana aveva chiesto al marito di non lasciarla morire in un letto d'ospedale. Inizialmente i medici avevano dato il loro benestare, l'uomo si è dunque attrezzato per portare la moglie a casa, ha ordinato un letto particolare da sistemare in camera da letto, il personale gli ha spiegato come nutrire Edith e come prendersi cura di lei. Improvvisamente però i medici hanno cambiato idea ed hanno impedito all'uomo di portare a casa sua moglie, affermando che la donna aveva bisogno di assistenza medica specifica e doveva dunque restare in una casa di cura. L'uomo ora sta tentando in tutti i modi di far valere i suoi diritti di marito e afferma che finchè lui e sua moglie saranno in vita non si arrenderà: non sarà sereno finchè sua moglie non tornerà a casa.