Per la sfilata più attesa dell Fashion Week milanese sono arrivate a Milano anche due star della musica internazionale: Katy Perry e Rita Ora. Le due cantanti hanno partecipato alla sfilata Autunno/Inverno 2014-15 di Moschino che ha segnato il debutto del nuovo direttore creativo della maison, l'estroso designer americano Jeremy Scott, il più amato dalle celebrities d'oltreoceano. Le popstar dal look più particolare dello star system non avrebbero potuto perdersi l'esordio milanese del loro amico Jeremy.

La sfilata di Moschino – Quella di Moschino era senza dubbio la sfilata più attesa di Milano Moda Donna, tutti erano curiosi di vedere Jeremy Scott all'opera, subentrato a Rosella Jardini, storica designer della Maison. Il più pop degli stilisti in circolazione non ha deluso le aspettative ed ha proposto in passerella una "scoppiettante" collezione invernale, in cui è riuscito a far convivere il suo estro creativo, originale e fuori dagli schemi, con la grande tradizione di Moschino. Scott utilizza simboli ed icone di questo secolo, facendo il verso a grandi marchi o rendendo protagonisti celebri personaggi dei cartoon. In passerella sfilano i primi modelli che ricordano le divise di McDonalds, abbinati a borsette "happy meal", e maxi loghi in cui la M prende le sembianze di un cuore. Poi compare l'oro, le catene, i cappellini con visiera, il matelassè e loghi moschino in ogni dove.

Non è finita: fa il suo ingresso in passerella Spongebob, il faccione sorridente del personaggio di fantasia spunta su miniabiti large e pullover che lasciano l'ombellico scoperto. Persino gli abiti da sera, lunghi e a strascico, sono ricoperti da stampe pop super colorate, mentre l'abito da sposa che chiude lo show sembra un quotidiano con titoli a caratteri cubitali attorcigliato sul corpo di una donna che ama giocare con la moda, che non si prende troppo sul serio, che con i vestiti lancia un messaggio ironico. Jeremy Scott utilizza le icone di oggi e di ieri, quelle di massa, le più conosciute, e le tramuta in alta moda. Sembra un regista che, con il suo film in passerella, prende in giro il pubblico che lo guarda, ironizza su vizi e virtù di una società di massa ricca di contrasti, ricca di colori e immagini allegre che, forse, sotto sotto, nascondono qualcosa di grottesco.