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Kathy Sullivan da record: prima donna ad aver camminato nello spazio, ora conquista anche gli abissi

Dopo essere stata la prima donna americana a compiere una passeggiata spaziale, Kathy Sullivan ha conquistato anche un altro primato: è la prima donna a essere discesa nelle profondità dell’Oceano, precisamente nel Challenger Deep. L’astronauta e oceanografa ha scritto per la seconda volta la storia.
A cura di Beatrice Barbato
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È la donna dei record. Kathy Sullivan dopo essere stata la prima americana a fare una passeggiata nello spazio, è ora anche la prima a scendere negli abissi. Classe 1951, astronauta e oceanografa, ha raggiunto il punto più profondo dell'Oceano, scendendo a ben 10.914 metri nella fossa delle Marianne, la più profonda depressione oceanica che sia conosciuta al mondo. Non nuova alle imprese destinate a finire sui libri di storia, Kathy Sullivan è entrata a far parte della Nasa nel 1978, per poi realizzare la famosa passeggiata spaziale fuori dallo Shuttle Challenge, l'11 ottobre 1984. Ha preso parte a tre missioni spaziali, tra cui la Sts-31, che ha permesso di portare in orbita Hubble, il telescopio spaziale.

La missione negli abissi del Challenger Deep

Adesso, però, è la volta degli Oceani. Insieme a Victor Vescovo, CEO di Caladan Oceanic e capo pilota della missione, a bordo del sommergibile Limiting Factor, è partita alla volta del Challenger Deep, posto 11 km sotto il livello del mare. I due hanno trascorso circa dieci ore nella struttura, progettata propio per poter resistere alla pressione notevole di quel punto, 1.000 volte superiore a quella del mare. È come se sullo scafo gravasse il peso di «291 jet jumbo o 7900 autobus a due piani», ha spiegato l'ex astronauta sul suo blog personale. Dopo quattro ore impiegate per la discesa negli abissi, Sullivan e Vescovo – alla sua terza volta nel Challenger Deep – hanno trascorso circa un'ora e mezza nel fondo, durante la quale hanno potuto scattare fotografie della profondità a bordo del sommergibile. La risalita ha impiegato altre quattro ore e una volta ritornati in superficie, la Sullivan ha potuto mettersi in contatto con gli astronauti della Stazione Spaziale Internazionale.

«Come oceanografo ibrido e astronauta è stata una giornata straordinaria, unica nella vita: vedere il paesaggio lunare del Challenger Deep e quindi confrontare i dati con i miei colleghi della Stazione Spaziale, sul nostro straordinario veicolo spaziale riutilizzabile interno ed esterno, è stato magnifico», è stato il commento della dott.ssa Sullivan, reso noto dalla Eyos Expedition, che ha coordinato la logistica della missione. Insomma sarà difficile batterne i record, perché che si tratti di spazio o delle profondità dell'Oceano, Kathy Sullivan si conferma una pioniera nell'ambito delle esplorazioni scientifiche.

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