Con l'arrivo dell'estate ritorna uno degli incubi peggiori di ogni donna, quello della ceretta, e sono sempre di più quelle che per poter sfoggiare bikini sempre più sgambati e micro optano per una depilazione quasi totale delle parti intime. La cosa, però, metterebbe a rischio la salute della vagina, favorendo lo sviluppo di un disturbo diffusissimo come la vulvodinia. Allo stesso modo anche i jeans skinny sarebbero pericolosissimi: ecco per quale motivo si farebbe bene a dire addio a queste due abitudini rischiose.

Le cattive abitudini che favoriscono la comparsa di vulvodinia

Secondo uno studio condotto presso la Boston University, indossare pantaloni troppo stretti e depilarsi quasi integrale le parti intime è estremamente pericoloso. Aumenta infatti il rischio vulvodinia, un problema estremamente diffuso, tanto che il 12-15% delle donne ne soffre almeno una volta nella vita, che provoca dolore cronico, bruciore, fastidio e irritazioni nella zona vulvare, influenzando ogni possibile altra attività. In particolare, sono state tenute sotto controllo le condizioni di salute di oltre 200 rappresentanti del sesso femminile e i risultati sono stati chiari: quelle che indossavano jeans skinny e che facevano cerette troppo "profonde" avevano maggiori possibilità di sviluppare il disturbo. "E' in crescita l’abitudine a togliere i peli anche sul pube ma si tratta di un’area molto sensibile e le microabrasioni dovute alla depilazione potrebbero predisporre a complicanze immuno-infiammatorie e un maggior pericolo di infezioni", ha spiegato Bernard Harlow, uno dei principali autori della ricerca. I pantaloni stretti, invece, creerebbero un microambiente locale, favorendo la comparsa di infezioni e infiammazioni. Il consiglio è di non indossare jeans skinny per più di 4 volte alla settimana e di eliminare i peli solo intorno alla zona bikini, solo in questo modo si riusciranno a tenere in perfetta salute le parti intime.