Un diffuso stereotipo sulle donne è che siano tutte naturalmente portate per i fornelli e quindi a loro spetti naturalmente, all'interno della coppia, la gestione della cucina. Peccato però che i grandi chef siano in maggioranza uomini. Schiacciante maggioranza. Se provate a pensare a uno chef così, su due piedi, chi vi viene in mente? Forse Gordon Ramsey, Carlo Cracco, Massimo Bottura o Antonino Canavacciuolo. Esistono chef donne molto note, come Nadia Santini o Rosanna Marziale, ma di gran lunga meno note al grande pubblico. Un nome che dovremo imparare a conoscere è quello di Isa Mazzocchi, chef piacentina che ha vinto vincitrice il premio Michelin Chef Donna 2021 sponsorizzato da Veuve Clicquot. Mazzocchi è la chef del ristorante La Palta di Bilegno, una frazione di Borgonovo Val Tidone in provincia di Piacenza, una delle sole 42 donne che gestiscono ristoranti stellati in Italia.

Chi è Isa Mazzocchi

Isa Mazzocchi ha 53 anni ed è cresciuta tra i fornelli, nell’osteria dei genitori. Le sue radici sono a Bilegno, piccolo borgo del piacentino dove oggi ha il suo ristorante, La Palta, una vecchia tabaccheria riconvertita in ristorante ma che mantiene il fascino rustico delle origini. Mazzocchi poi si è formata nell’Istituto di Salsomaggiore Terme, dove ha conosciuto tecniche più raffinate della cucina internazionale. A 18 anni ha vinto il concorso promosso dalla Chaîne de Rôtisseurs a Nizza, unica donna in gara, classificandosi terza con la medaglia di bronzo. Il suo ristorante è nato nel 1989 insieme alla sorella Monica, responsabile di sala, e con il marito Roberto Gazzola, sommelier. In un'intervista al Corriere della Sera ha raccontato:

Siamo proprio noi donne a lasciarci spaventare dagli uomini che ti dicono che non ce la farai mai, che non avrai abbastanza forza fisica, che non potrai mai avere una famiglia e dei figli. Alla mia epoca queste cose me le sono sentire dire tutte. Ci sono scappate pure le pacche sul sedere, i commenti, i ricattini, gli sguardi. E dico a tutte le ragazze che possono farcela, sia a lavorare ad alti livelli sia a farsi una famiglia. Non si deve rinunciare a niente in quanto donne!

La chef Isa Mazzocchi vince il premio Michelin Chef Donna 2021
in foto: La chef Isa Mazzocchi vince il premio Michelin Chef Donna 2021

Il premio Chef Donna 2021

Ogni anno, durante la presentazione guide Michelin (la Bibbia della ristorazione) vengono assegnati anche dei premi speciali per figure fondamentali nella ristorazione, dentro e fuori dalla cucina: il Premio Michelin Sommelier, per i professionisti del vino, il Premio Michelin Servizio di Sala, il Premio Giovane Chef per promuovere talenti in erba, il Premio Chef Mentore e infine il Premio Michelin Chef Donna, in collaborazione con il marchio di bollicine Le Veuve Cliquot. Non a caso: la famosa marca di spumante è stata fondata da una donna, pioniera dell'imprenditoria al femminile. Il premio può suonare come "una quota rosa" nel campo della ristorazione, ma è un'occasione per promuovere e valorizzare il lavoro degli chef donna, che di solito hanno meno visibilità degli chef uomini. Quest'anno è stato assegnato a Isa Mazzocchi per premiare "il fortissimo legame con il suo territorio che promuove attraverso i suoi piatti per farne emergere le peculiarità".

Perché gli chef sono quasi tutti uomini?

Basta scorrere la lista dei ristoranti citati dalla guida Michelin per accorgersi che le donne sono in minoranza, e molto meno conosciute: in Italia le donne a capo dei ristoranti stellati sono 42 (su oltre trecento) in tutto il mondo sono 197. Eppure la prima persona a ottenere il riconoscimento più ambito, la tripla stella, è stata la cuoca francese Eugénie Brazier nel 1933, seguita da Marie Bourgeois nel 1933, Marguerite Bise nel 1951 e Anne-Sophie Pic. C'è un vero e proprio scollamento tra la cucina domestica e la cucina professionale: la prima è ancora riservata alle donne in molte famiglie, la seconda è dominata dagli uomini. Alcune delle ragioni sono state citate anche da Isa Mazzocchi: viene considerato un lavoro fisicamente impegnativo e molto stressante, e quindi poco adatto alle donne. Non solo: chi lavora in un ristorante spesso deve rinunciare a passare le domeniche e le feste in famiglia, per questo si vede come una professione maschile. Le cose stanno cambiando, è vero, ma lentamente: se ci sono sempre più donne alla guida di grandi ristoranti è anche vero che nell'immaginario comune questo messaggio fatica a passare. Anche in televisione, gli chef nei cooking show sono quasi sempre uomini. Ben vengano premi come Chef Donna Michelin, che promuovono e valorizzano il lavoro spesso dimenticato di eccellenti chef: ma sarebbe bello che fosse la classifica dei ristoranti a includere sempre più chef, e quindi a rispecchiare la parità di genere, piuttosto che avere un premio "per le quote rosa".