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25 Febbraio 2020
11:00

Intimo nuovo per le donne vittime di violenza, l’iniziativa dell’infermiera Martha Phillips

Arrivano in ospedale traumatizzate e sconvolte per la violenza sessuale subita, il più delle volte da sole e spesso sono costrette ad andare via senza la biancheria intima. Un’immagine che ha turbato molto Martha Phillips, infermiera americana, che ha deciso di comprare della biancheria intima da lasciare in ospedale, affinché questo non succeda più.
A cura di Beatrice Barbato
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Intimo nuovo per restituire dignità alla donne vittime di violenza, è ciò che ha fatto Martha Phillips, infermiera del Medical Center di Bellingham, nello stato di Washington, comprando reggiseni e slip da poter donare alle donne vittime di stupro che vengono dimesse dall’ospedale. A dare l’idea all’infermiera, che da oltre 14 anni fornisce supporto a chi ha subito violenza, è stata una donna congedata con il solo camice indosso, che cercava di coprirsi il seno con le braccia attorno al petto. Un’immagine che l’ha profondamente turbata, nonostante abbia a che fare con molti casi simili quotidianamente, e che l’ha spinta quello stesso giorno a comprare reggiseni e slip da tenere in ospedale. Quando si ha a che fare con violenze e stupri, vestiti e biancheria sono trattenuti dalle autorità forensi come prova di quanto accaduto, riposte con i guanti in sacchetti che poi vengono sigillati e spediti in laboratorio.  Le vittime sono costrette, così, a lasciare gli ospedali spesso senza biancheria intima e con gli indumenti messi a disposizione dalla struttura.

Un reggiseno sportivo per restituire dignità

«Avete mai visto una donna che è stata violentata, che ha appena subito un interrogatorio di tre ore, uscire da un ospedale indossando un camice di grandi dimensioni, con le braccia strette attorno al petto, vergognandosi, perché non ha un reggiseno? Io sì. E non voglio vederla mai più», è quanto ha scritto Martha in un lungo post su Facebook che ha ottenuto più di 100.000 condivisioni, nel quale ha invitato chiunque lo voglia a donare abiti da poter destinare a questa iniziativa: «Nuove mutande, un comodo reggiseno, un paio di pantaloni, una morbida felpa con cappuccio, calzini: tutte queste cose possono aiutare a far sentire una donna, sopravvissuta a uno stupro violento, una persona». Basta un solo reggiseno sportivo a restituirle anche solo una piccola parte della dignità che merita. «È lunga la passeggiata attraverso quel corridoio, fuori dall'ospedale e poi di nuovo nel mondo. Almeno può sentirsi a proprio agio mentre percorre ogni passo».

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