Ogni volta che una persona scorre la bacheca di Instagram viene "travolto" da foto di ragazze dal corpo perfetto in bikini, panorami da sogno e dettagli stupendi tratti dalla vita quotidiana ma è ormai risaputo che quegli scatti non rispecchiano la vita reale. Anche se molti conoscono quali sono i trucchi per creare delle immagini tanto idilliache, in pochi sanno qual è il metodo per guadagnare attraverso i social.

Sara Melotti, fotografa professionista che lavora in Thailandia e creatrice del blog "Quest for Beauty", è stata intervistata dal Daily Mail Australia e ha rivelato tutte le tattiche utilizzate dalle persone più seguite per ottenere milioni di like e per diventare influencer pagati. La ragazza ha dichiarato:

Ricordo l’eccitazione di quando ho iniziato a pubblicare su Instagram. Era tutto incentrato su creatività, arte e lavoro, era giusto, etico, bellissimo. Le cose sono molto cambiate da allora e oggi mi viene il voltastomaco quando devo postare una nuova foto.Ciò che un tempo era contenuto e originalità, ora è ridotto a insensato algoritmo. Chi ha tempo e soldi per fregarlo, ha vinto la partita.

Il motivo per cui è avvenuta una cosa simile è molto semplice: Instagram sta sostituendo la televisione ed è diventata una piattaforma su cui fare pubblicità in modo efficace. Tutto è cambiato quando è stato cambiato l'algoritmo che permette il suo funzionamento. Se prima veniva usata la logica dei contenuti in ordine cronologico, secondo cui chi prima pubblicava prima veniva visualizzato, ora i post compaiono in base alla probabilità di interesse. Per evitare di perdere like e per "ingannare" questo sistema si sono venute a creare delle soluzioni creative. E' possibile infatti "falsificare" la propria fama online pagando dei servizi o delle app come "Instagress" o "Archie" che con 5 dollari fanno avere 100 nuovi seguaci o che con centinaia di dollari permettono di acquistare like in quantità dai robot che li offrono. Sara ha continuato a spiegare:

Il mondo della pubblicità si sta spostando e gli influencer vengono contattati da marchi e aziende perché riescono a raggiungere i consumatori in modo efficace ma le aziende spesso ignorano che i grandi numeri di diverse pagine sono ‘gonfiati' a causa di alcuni trucchi usati.

Un'altra cosa che fa sentire Sara disgustata è il fatto che tutti scattano le foto negli stessi posti, così da assicurarsi più like, cosa che però rende gli scatti privi di personalità e senso. Sono inoltre molti coloro che si servono dei collective accounts, cioè dei profili di successo che chiedono fino a 500 per condividere le proprie foto. E' chiaro dunque che ci sono persone che costruiscono vere e proprie imprese su dei contenuti gratuiti che chiedono agli artisti di pagare. Un'altra tattica utilizzata è quella dei comment pod: gruppi di blogger si inviano anche tramite messaggio il contenuto pubblicato, così da dare vita a un reciproco scambio di like e da ottenere un alto engagement nei primi 30-40 minuti dal caricamento. Secondo la ragazza, questo meccanismo potrebbe essere tranquillamente paragonato a una sorta di "mafia di Instagram".

Anche se non si tratta di veri followers, i brand vedono i grandi numeri e decidono di servirsi di quell'influencer per sponsorizzare il proprio prodotto. La ragazza denuncia il fatto che le persone sono "accecate" dalla fama che donano i social, vogliono guadagnare in modo facile, evitando un vero lavoro che richieda sacrifici, lacrime e fatica. La colpa, però, non è né di Instagram né dell'algoritmo che è stato modificato, semplicemente il social network viene utilizzato in modo sbagliato, tanto da aver dato vita a dei "mostri". Sra afferma che le sue pagine sono assolutamente autentiche e che non finirà anche lei vittima di questo gioco vizioso. La sua speranza è che con le foto postate riesca a ispirare le persone a viaggiare di più e non a renderle invidiose della vita altrui come capita la maggior parte delle volte che si scorre la propria bacheca.