Nel 2013 in India le donne non hanno ancora diritti uguali a quelli degli uomini. Nella società indiana regna ancora un'ideale femminile antiquato che vede le donne solo come madri e regine della casa. Come in molti altri paesi anche qui "devono" stare a casa, per questo motivo nelle strade della città non ci sono bagni pubblici femminili. Se in strada una donna ha il bisogno impellente di andare al bagno sarà costretta ad entrare in ristoranti, bar o alberghi, il problema è che questi luoghi hanno una rigida selezione all'ingresso, di conseguenza le donne delle classi inferiori non possono entrare.

Nelle strade delle città lo Stato ha messo a disposizione Wc bubblici per gli uomini, anche qui le donne non possono entrare. Per combattere questa assurda situazione l'ong Coro ha lanciato la campagna “Right to pee“ per senisbilizzare l'opinione pubblica sulla questione e per spingere il governo indiano a fornire bagni pubblici per le donne nelle metropoli. Sujata Khandekar di Coro spiega: “I bagni pubblici per donne sono pochi o non ci sono perché le donne, secondo la definizione tradizionale, devono starsene a casa. Abbiamo scoperto che verduraie e altre donne lavoratrici per anni si sono allenate a non andare al bagno per otto o dieci ore di seguito. Hai idea di quali problemi ginecologici, ai reni e alle vie uree crei una cosa del genere?”