Un selfie scattato allo specchio con indosso un body intimo nero. Così Lena Dunham, scrittrice, regista e attrice, si è presentata ai suoi follower nell'ultima fotografia pubblicata su Instagram. Capelli lunghi e sciolti che le cadono su una spalla e mano poggiata su un fianco. Ad accompagnare lo scatto, una didascalia nella quale la Dunham ricorda il mese di sensibilizzazione sull'endometriosi, una patologia femminile di cui lei stessa soffre, determinata da un accumulo anomalo all'esterno dell'utero di cellule endometriali, che dovrebbero trovarsi al suo interno e che comporta forti dolori nonché sofferenze intestinali.

Sai quando sei a casa da sola e ti rendi conto che saresti più felice in una tutina sexy piuttosto che nel tuo pigiama macchiato di ketchup e cibo per gatti? E ciò non ha a che fare con un ragazzo o un servizio fotografico o con il prima e dopo una perdita di peso, è solo per la sensazione di gioia che provi nel vestire il tuo unico e solo corpo con bei tessuti, il piacere unico di ammirare i colpi di scena di quel corpo che ti ama da morire anche quando tu non lo ami.

Ya know when you’re home alone and you realize you’d be happier in a hot lil’ onesie than your ketchup & cat food stained pajamas? And it’s not about a boy or a photo shoot or a weight loss before-and-after, it’s just for the feeling of glee you get from dressing your one and only corporeal form in pleasing fabrics, the unique pleasure of admiring the twists and turns of the body that loves the heck out of you even when you don’t love it. I’ve never called myself “body positive” because my relationship with my curves and scars isn’t overtly political— it’s wildly personal. And it isn’t always positive. I take enormous comfort in the body positivity movement, but I think of myself as something more like “body tolerant.” With a chronic disease (or three), it’s impossible not to resent your body sometimes. But we are no longer in an on-and-off toxic romance. We are also not monogamous. I drift toward her and away from her, trying hard to remember that, no matter how I fight it, she is me. I am her. We only have each other, so we gotta stick together. And sometimes that means a little lace to remind her I care. To other people living with #endometriosis, I’ve learned more from you than I can even explain… #EndometriosisAwarenessMonth

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La battaglia personale di Lena Dunham

L'attrice 33enne nel 2018 aveva deciso di raccontare in un saggio, pubblicato su Vogue, la sua battaglia con l'endometriosi e la decisione di effettuare una isterectomia. Nel corso degli anni la Dunham ha imparato ad accettare il proprio corpo e ad accettarsi per come è. Non si tratta di body positive, piuttosto l'attrice si considera "body tolerant", quella stessa tolleranza che l'ha portata a convivere con la sua malattia cronica, allontanandosene quando può, ma senza dimenticare che esiste e che fa parte indubbiamente di lei. «Lei è me. Io sono lei. Abbiamo solo l'un l'altra, quindi dobbiamo restare unite. E a volte questo significa indossare un po' di pizzo per ricordarle che mi importa».

I dati relativi all'endometriosi nel nostro Paese

L'endometriosi è una malattia che colpisce molte donne nel mondo. Solo in Italia ne soffre il 10-15% della popolazione femminile in età riproduttiva, mentre il 30-50% interessa le donne infertili o con difficoltà di concepimento. Il picco si verifica tra i 25 e i 35 anni, ma la patologia può comparire anche prima. Sono 3 milioni le diagnosi conclamate. A causa dei dolori e delle problematiche che comporta, nel nostro Paese è inserita nell’elenco delle patologie croniche e invalidanti.