La scienza non è più un affare da uomini e ciò vale per molti altri settori che un tempo erano tradizionalmente associati al mondo maschile. Questo 2020 ha visto il trionfo di ben due scienziate nel corso della premiazione più attesa dell’anno: l’attribuzione dei Nobel. Quello per la Chimica è andato ad Emmanuelle Charpentier e Jennifer A. Doudna, che si sono imposte per i loro meriti e per il loro impegno nella ricerca. Le due scienziate hanno lavorato per perfezionare la tecnica della Crispr che, come ha evidenziato la commissione che assegna i premi: «ha avuto un impatto rivoluzionario sulle scienze della vita, sta contribuendo alla scoperta nuove terapie contro il cancro e può realizzare il sogno di curare le malattie ereditarie». Soprannominata "le forbici genetiche", questa tecnica rivoluzionaria permette di modificare il DNA riscrivendolo, aprendo così le porte a infinite possibilità di ricerca e dando speranza a tanti malati in attesa di terapie che possano migliorare la loro qualità della vita.

Emmanuelle Charpentier (illustrated on the left) always looks for the unexpected. The urge to make new discoveries and the desire to be free and independent have governed her path. Including her doctoral studies at the Institut Pasteur in Paris, she has lived in five different countries, seven different cities and worked at ten different institutions. Even as a child growing up on Hawaii, Jennifer Doudna (illustrated on the right) had a strong urge to know things. One day, her father placed James Watson’s book ‘The Double Helix’ on her bed. This detective-style story about how James Watson and Francis Crick solved the structure of the DNA molecule was like nothing she had read in her school textbooks. She was captivated by the scientific process and realised that science is more than just facts. In 2011, neither Emmanuelle Charpentier nor Jennifer Doudna had any idea that their first meeting, in a café in Puerto Rico, would be a life-changing encounter. In 2020 they shared the Nobel Prize in Chemistry. Read more about Charpentier and Doudna’s journey to a discovery that would reshape the life sciences on nobelprize.org – link in bio. #NobelPrize #NobelLaureate #science #chemistry #genetics #molecularbiology

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Il Nobel per la Chimica 2020 è al femminile

L'americana Jennifer A. Doudna è nata nel 1964 e lavora presso l'University of California. La collega francese Emmanuelle Charpentier, classe 1968, è invece direttrice dell’unità per la Scienza dei Patogeni dell’istituto Max Planck di Berlino. Nella storia dei Nobel per la Chimica, che vengono assegnati dal 1901, è la prima volta che a vincere sono due donne contemporaneamente. Era toccato la prima volta a Irene Joliot-Curie nel 1935 e l'ultima a Frances Arnold nel 2018, ma l'elenco di donne in questi oltre cent'anni di storia è piuttosto breve: solo cinque, a cui ora si aggiungono Doudna e Charpentier. Il loro trionfo è storico perché costituisce un punto di arrivo importante e lancia un messaggio che può fare la differenza nel futuro. Le donne possono lavorare nella ricerca, c’è spazio anche per loro: le due scienziate lo hanno ribadito forte e chiaro. Hanno spronato le giovani ad appassionarsi alle materie scientifiche e a seguire con convinzione questa strada, se la ritengono quella giusta e se sentono di poter contribuire in modo positivo, senza farsi ostacolare da obsoleti schemi “di genere”. Per questo motivo le Nazioni Unite hanno proclamato l’11 febbraio come Giornata delle donne e delle ragazze nella scienza, patrocinata dall'Unesco. Lo scopo è proprio ricordare che la partecipazione delle donne in questo settore di vitale importanza deve essere incoraggiata, senza mai far prevalere disparità di genere, ma anzi garantendo pari opportunità nell'avanzamento della carriera.