Sulla lotta all’eliminazione della tampon tax è Firenze ad avere il primato: è il primo capoluogo di regione a non far pagare più l’iva sui prodotti igienici femminili. Ormai da più di un anno assistiamo ad un continuo rimbalzo a livello nazionale della discussione sul tema, per ultimo lo stralcio dalla Legge di Bilancio che, a causa dell’emergenza Covid, ha dovuto dirottare le risorse sulle misure più stringenti. Eppure la discussione va via via aumentando, segno che la sensibilità del Paese su questa iniquità è sempre più forte, così come l'esigenza di avere una risposta rapida e chiara da parte del Governo.

Il Governo temporeggia, Firenze elimina la tampon tax

Lì dove la politica nazionale latita, ci pensa quella del territorio. A parlare della scelta del Comune di Firenze è proprio il sindaco, Dario Nardella, che a Fanpage.it ha spiegato l’iter della mozione. “C’è stato un grande consenso, non è stato difficile far accogliere la mozione proposta dalla consigliera del Partito Democratico Laura Sparavigna” racconta Nardella. L’atto, infatti, è stato votato all’unanimità, segno che il tema non sia un tavolo dove dare battaglia politica. Così, fino al 31 marzo 2022, nelle farmacie fiorentine gli assorbenti non avranno l’iva applicata al 22 per cento, quella dei beni di lusso. “Il Comune è socio di minoranza di Afam, l’azienda di cui le 21 farmacie comunali fanno parte, mentre quello di maggioranza è Aboca, gruppo privato che, per statuto, ha una vocazione a portare avanti iniziative che abbiano un impatto sociale”. L’iniziativa è stata accolta con grande entusiasmo dalle cittadine e dai cittadini fiorentini, così come le stesse farmacie che si sono messe subito a disposizione della scelta del Comune.

Una scelta di equità sociale

L’eco che stiamo ricevendo è di gran lunga maggiore a quello che ci aspettavamo. È la dimostrazione che l’abolizione della tampon tax non è solo un diritto delle donne, ma un principio di equità sociale. È incredibile che ancora oggi i prodotti igienici femminili debbano subire l'iva maggiorata, come se fossero dei prodotti di lusso. Su questo tema in Comune eravamo tutti d'accordo sin dal principio e l'iter è stato rapido”. Se fino a poco tempo fa, però, il discorso veniva relegato al margine della discussione politica nazionale, oggi sono tantissimi a dibattere e a prendere posizione sul tema, non solo le donne. “La nostra iniziativa ha la durata di un anno. Nel frattempo, speriamo che a livello nazionale si sia finalmente fatto qualcosa per abolire questa tassa ingiusta, in modo che questa mozione comunale non debba avere più senso di esistere.” Questa mossa della Giunta rientra in un paniere sociale più ampio, in una serie di iniziative volte a incrementare delle realtà che già operano sul territorio e che spesso denunciano mancanza di fondi e di appoggi a livello territoriale o ministeriale. Il sindaco Nardella parla del sostegno da parte del Comune dei Centri Antiviolenza e quello di aiuto di uomini maltrattanti “perché il problema ha bisogno di soluzioni alla radice, non solo a valle”, conclude. Se la politica nazionale spesso fa melina, il caso Firenze e tampon tax dimostra che si può agire localmente. Sperando che altri comuni seguano il virtuoso esempio.