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Il significato dei sogni al tempo del Coronavirus: come la pandemia influenza l’attività onirica

Il Coronavirus sta contagiando anche i nostri sogni: oltre a influenzare le nostre attività quotidiane anche l’attività onirica risente di quello che accade intorno a noi. Per provare a capire come interpretarli e cosa i sogni ci dicono di noi abbiamo intervistato la presidente della Società Psicoanalitica Italiana Anna Maria Nicolò.
Intervista a Dott.ssa Anna Maria Nicolò
Neuropsichiatra infantile, psicanalista e presidente della Società Psicoanalitica Italiana
A cura di Francesca Parlato
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La pandemia e il Coronavirus hanno messo sottosopra tutta la nostra vita, attività onirica compresa. Anche i sogni infatti sono profondamente influenzati da tutto quello che stiamo vivendo e imparare a comprenderli potrebbe aiutarci a capire come stiamo affrontando la situazione attuale. "Il sogno è un fenomeno straordinario – ha spiegato a Fanpage.it la dottoressa Anna Maria Nicolò, psichiatra, psicanalista e presidente della Società Psicoanalitica Italiana – Ne sappiamo ancora davvero poco, anche se finalmente le neuroscienze stanno approfondendo le ricerche. Uno dei primi a studiarli è stato Sigmund Freud, con la sua Interpretazione dei sogni, grazie alla quale ha arricchito la psicanalisi. Oggi, rispetto a Freud che sosteneva che fosse la realizzazione del desiderio, sappiamo che il sogno è uno strumento grazie al quale riusciamo a trasformare e a elaborare i contenuti mentali, come conflitti e angosce". 

Come si costruisce il sogno

Molto spesso i sogni rappresentano situazioni che abbiamo vissuto durante la giornata come un litigio a lavoro, una notizia sentita al telegiornale. "I sogni, come Freud ci insegna, si costruiscono sui residui diurni. Come se nell'arco della giornata scegliessimo dei mattoni su quale costruire l'edificio sogno". Una scelta ovviamente inconsapevole che attiene alla sfera dell'inconscio. "Possiamo definire il sogno come una specie di esperienza emotiva con cui moduliamo la frustrazione della vita quotidiana. Viviamo un conflitto a lavoro? Lo trasformiamo in sogno che è il modo visivo, per immagini, di raccontarci qualcosa". L'aspetto più importante del sogno non è infatti il suo contenuto manifesto ma ciò a cui ci rimanda: "Come il sogno si è costruito, non tanto il sogno in sé. Durante il sogno elaboriamo qualcosa che sarebbe incomprensibile o angosciante". E a proposito di incomprensibilità, per capire la potenza del sogno è interessante la storia dello scienzato Friedrich Kekulé  che è riuscito a immaginare la composizione dell'atomo del benzene durante un sogno in cui gli apparve un serpente che si mordeva la coda: "La configurazione esagonale dell'atomo del benzene, apparve in sogno a Kekulè, nonostante le ore e ore di studio e ricerca diurne. Ed è emblematico perché ci fa comprendere chiaramente che il sogno vuol dire proprio pensare per immagini".

I sogni durante il Coronavirus

Il sogno ovviamente si struttura in maniera differente da persona a persona, a seconda del quotidiano, del vissuto, delle interazioni sociali. Esistono però alcuni sogni che invece si manifestano con una certa frequenza, anche tra persone con storie e vite completamente differenti. "Durante questi mesi – spiega la dottoressa Nicolò – molte persone hanno parlato di persecuzione. Alcuni hanno raccontato di aver sognato una minaccia organizzata, con una persona o un oggetto a mettere in pericolo la loro vita, attraverso quindi una narrazione specifica. Altri invece hanno raccontato di aver fatto dei sogni dove era presente un clima persecutorio o più in generale oscuro o poco chiaro". Anche l'elemento della quarantena, della costrizione, ha caratterizzato il materiale onirico prodotto negli ultimi mesi: "Siamo stati costretti a cambiare totalmente le nostre abitudini e molti hanno vissuto il lockdown come una dimensione claustrofobica che si è riproposta nel sogno: restare chiusi in un'auto o in un camion senza poter uscire o all'interno di quattro pareti. Immagini soffocanti in grado di scatenare anche una sensazione di panico". Molto comune anche tra le persone che si sono dimostrate spavalde e che credevano di non aver paura del Covid sognare elementi catastrofici o imprevedibili, che non erano in grado di controllare: "In questo caso si tratta di persone che credono di non avere timore del Coronavirus, ma il loro inconscio rivela tutt'altro".

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Covid, sogni e traumi del passato

Ma la paura del Covid oltre a invadere i nostri sogni, presentandosi sotto forma di minaccia, ha anche riportato alla luce eventi traumatici apparentemente superati: "In molti pazienti si sono attivati ricordi legati a traumi antichi, come se il trauma attuale della pandemia avesse rievocato ricordi e eventi del passato. Non è strano perché esiste una compulsione a ripetere il trauma, anzi la persona tende a ripeterlo proprio nel tentativo di superarlo". In molti casi si tratta di eventi rimossi, che coscientemente neanche ricorderemmo: "Tramite il sogno ci si accorge che c'è una memoria traumatica che non viene ricordata. L'evento affiora nella nostra mente attraverso il sogno e ci consente di lavorarci su. Il sogno può raccontare una memoria storica o delle emozioni di cui non siamo assolutamente consapevoli".

Quando il sogno diventa incubo

Sono aumentati anche gli incubi durante le notti di questo ultimo anno. "In molti bambini e anche in tantissime persone i sogni si sono trasformati in veri e propri incubi – spiega la dottoressa Nicolò – Ma bisogna sottolineare che l'incubo non è un sogno, anzi è un sogno abortito, un sogno interrotto, che non è arrivato alla completa elaborazione. Questo accade solitamente quando l'angoscia è troppo grande e troppo pesante e il sogno non riesce a terminare il lavoro che ha iniziato". Sognare è comunque sempre un indice importante di salute mentale: "Gli psicanalisti infatti dicono che la mente sana sogna, anche se a volte non ricorda a causa della censura della veglia. I soggetti psicotici invece non sognano, non elaborano ciò che gli succede durante il giorno, ma proiettano le loro angosce e le loro problematiche. Gli schizofrenici invece hanno delle vere e proprie allucinazioni"

Conoscere noi stessi attraverso l'attività onirica

Molto prima di Freud, persino Aristotele, diceva che il sogno è il modo in cui la nostra psiche lavora. "Sognare è come pensare. Durante le nostre ore di veglia possiamo pensare e immaginare, quando dormiamo anziché pensare sogniamo". E quando ricordiamo un sogno che abbiamo fatto, abbiamo uno strumento in più a nostra disposizione per conoscere meglio noi stessi. "Mi piace dire che l'analista è il metodologo, ovvero la persona che è in grado di darci uno strumento per decodificare la nostra vita e anche i sogni ovviamente. Se abbiamo una certa sensibilità ripensando o anche raccontando un sogno a alta voce (e consideriamo che il sogno narrato spesso si arricchisce di particolari di elementi che ricordiamo soltanto quando ne parliamo ad alta voce) possiamo capire qualcosa in più di noi stessi". E poi quando un sogno arriva a compimento vuol dire che la nostra mente, inconscio compreso, sta svolgendo bene il suo dovere: "L'inconscio è in grado di percepire tante cose che spesso la nostra coscienza non riesce ad afferrare. – conclude la dottoressa – Per questo sbaglia chi lo teme: l'inconscio è un nostro alleato". 

Le informazioni fornite su www.fanpage.it sono progettate per integrare, non sostituire, la relazione tra un paziente e il proprio medico.
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