Potrebbero dirci che sia stato il caldo d’agosto, che il nodo della cravatta stringeva e non permetteva una corretta ossigenazione del cervello. Che le sale di Palazzo Madama avevano i condizionatori rotti e si sa che il caldo romano non fa mettere in fila un discorso di senso. Potrebbero tirare in ballo una di queste giustificazioni davanti al discorso del senatore leghista Roberto Calderoli che oggi, mentre l’Aula si apprestava a discutere il dl sulla doppia preferenza nella regione Puglia, ha tirato una sequela di frasi sgangherate da lasciare impallidire.

La doppia preferenza di genere danneggia il sesso femminile perché normalmente il maschio è maggiormente infedele del sesso femminile. Per cui, il maschio solitamente si accoppia con quattro o cinque rappresentanti del gentil sesso, cosa che solitamente la donna non fa. Il risultato? È che il maschio solitamente si porta i voti di 4 o 5 signore che poi non vengono elette.

Potremmo tutti quanti insieme farci una grassa risata davanti a questo evidente cumulo di pensieri sconnessi, se non fosse che la materia che maneggia Calderoli, ovvero il bene pubblico del nostro Paese, sia affare importante e necessario. Proviamo però a capire i meccanismi di accensione delle sinapsi del politico che dai banchi di palazzo Madama non ha battuto ciglio nel pronunciare uno dei discorsi più assurdi mai fatti su uno scranno parlamentare. Cominciamo quindi con quello che il senatore dà per scontato: la politica è uno scambio di favori. Si sa poi che tra uomo e donna, i favori non possono che essere sessuali. L’uomo poi, essere umano dotato di poca capacità di discernimento, si accoppia mica con una sola (fuori dal sacro vincolo del matrimonio s’intende), ma almeno quattro o cinque. Ovviamente la donna, che tutti sappiamo essere ammaliatrice e poco pretenziosa a cospetto del maschio alfa, è preda facile. Ovviamente però mica è santa, è smaliziata. Quindi va bene essere amici di letto ma tu, uomo alfa non dotato dalla natura di freni e intelletto, qualcosa in cambio dovrai pure darla. Ecco allora che scatta un altro elemento imprescindibile del vero uomo alfa: il potere. Dunque, eccoci subito che arriviamo per direttissima allo scambio: tu ti sei concessa e io allora, dall’alto del mio potere maschio, ti apro le liste del mio partito e ti piazzo un’assicurazione sulla vita. Certo poi, si sa, la donna è donna quindi mica riesce a farsi eleggere una volta che l’uomo alfa ha smesso di tenerla sotto l’ala protettiva. E allora il partito dell’uomo alfa perde le elezioni per colpa della donna incompetente con cui avrebbe voluto solo sollazzarsi quando la moglie era distratta ad accudire i figli.

Smettiamola di ridere: la politica non è uno show

Questo però non è uno show, questa è la vita vera. E di Calderoli, dentro e fuori il Parlamento ce ne sono a bizzeffe. Per una volta, però, dovremmo evitare di scomodare le donne. Di discorsi come questi, cioè misogini, vuoti, poco intelligenti ne hanno le tasche piene. Davvero dobbiamo continuare a ricordare che ci sono fior fior di onorevoli di sesso femminile che fanno il loro lavoro con scaltrezza e dignità, senza essere passate dal letto di chicchessia? Dobbiamo ancora batterci il petto per dire che il tradimento sta all’uomo tanto quanto alla donna? Forse sì, perché si sa che repetita iuvant, ma credo che stavolta il punto sia un altro. Cari uomini, ma non vi sentite mortalmente offesi da un discorso del genere? Non siete stanchi anche voi di passare sempre per quelli che mettono sempre il sesso prima di tutto, che non sanno tenersi la lampo dei pantaloni tirata su? È questo il punto. Dovreste essere voi i primi a dire basta a questa rappresentazione di uomo da potere e bordello che troppo spesso ancora vogliono affibbiarvi. Non si tratta, quindi, di venire incontro alla corretta rappresentazione della donna stavolta, a quella ci pensano benissimo loro stesse alzando la voce quando serve. Stavolta dovreste smetterla voi di ridere quando vi trattano come degli esseri poco intelligenti e facilmente raggirabili, smetterla di accettare questa narrazione che puzza di vecchio e non vi rende giustizia. Per una volta, sentitevi come si sente una donna quotidianamente davanti ai discorsi di un politico, del proprio capo, di un professore: offese. Perché quella che oggi si è consumata a Palazzo Madama è un’offesa vera e propria alla dignità e all’intelligenza di ognuno di voi.