I medici hanno evidenziato i rischi dell'ultima moda targata USA: il ritocchino chirurgico "breve" da fare in pausa pranzo tra una riunione e un appuntamento. A parlare dell'ultima pericolosa tendenza il New York Times e il periodico A-Z Family che nell'ultimo periodo hanno dedicato grande spazio al fenomeno esploso negli Stati Uniti che sta destando grande scalpore. Alberto Massirone, presidente di Agorà Società Italiana di Medicina ad Indirizzo Estetico e membro del Collegio di Medicina Estetica, si è schierato contro tali tipi di mini interventi, ritenuti pericolosi per la salute delle persone.

Di cosa si tratta? – Il fenomeno che spopola negli Usa è diventato una vera e propria moda tra uomini e donne in carriera, dirigenti, broker e banchieri talmente impegnati che sfruttano la pausa pranzo per correre dal chirurgo, sottoporsi al trattamento e poi tornare nuovamente in ufficio. Nella maggior parte dei casi si tratta di micro interventi che non richiedono una degenza lunga, si utilizza lo spacco per punture o trattamenti ultramoderni che danno i primi risultati nell'arco di un paio di giorni e soprattutto non provocano lividi. Il successo del nuovo fenomeno deriva da ritmi di vita sempre più frenetici. Oggi nessuno ha più tempo per sottoporsi a complicate operazioni che magari immobilizzano per più di due settimane. La chirurgia sembra dunque essersi adattata alle nuove frenetiche esigenze, proponendo trattamenti rapidi ed indolore.

Un fenomeno in espansione anche in Europa – Come testimoniato dal quotidiano argentino La Nacion, il ritocco in pausa pranzo sta diventando una moda anche in Sud America dove le cliniche registrano il picco di richieste tra le 12.00 e le 14.00. Lo stesso giornale mostra una serie di dati che testimoniano l'aumento nell'ultimo anno del 25% di trattamenti con il laser e di iniezioni di filler e botulino. La novità è arrivata anche in Germania,  Bild parla di un aumento di richiesta da parte di uomini, soprattutto manager in carriera che fissano appuntamenti nei saloni e nei centri specializzati proprio durante la pausa pranzo. La tendenza che sta arrivando anche in Europa è stata bocciata dal consiglio direttivo del Collegio delle Società Scientifiche Italiane di Medicina Estetica che, tramite il Professor Alberto Massirone, spiega le proprie ragioni:

L’utilizzo così improprio e così veloce di un trattamento, lo puoi fare dal parrucchiere, lo puoi fare dal manicure, ma non sicuramente per un intervento medico. Non escludo che in venti minuti si possa fare un trattamento però collegarlo alla pausa pranzo significa banalizzare tutto quello che c’è dietro. Abbiamo delle procedure molto più specifiche, più particolareggiate rispetto a quelle che normalmente vengono riportate sui media, per questo diventa difficile limitare tutto alla pausa. É chiaro che nello spazio temporale del pasto ci può stare un trattamento, però non è tipico della pausa pranzo come è inteso in America, uno dietro l’altro in piedi come aspettare un panino da MacDonald’s.