Ogni volta che vediamo il celebre motivo a scacchi, “damier” in francese, non possiamo fare a meno di pensare alle borse, alle valige e ai portafogli della maison Louis Vuitton, il marchio che da sempre ha utilizzato questa fantasia come suo simbolo. Secondo il Tribunale della Corte di Giustizia Europea, però, il damier non può essere brevettato poiché non sarebbe assolutamente qualcosa di nuovo ed innovativo. La sentenza è arrivata lo scorso 21 aprile ed ha lasciato senza parole il brand francese e i suoi appassionati.

In quest’ultima si legge:Il motivo a scacchi è basico e banale, dato che è composto di una successione regolare di quadrati della stessa dimensione che si differenziano per un'alternanza di colori. Questo motivo non comporta alcuna variazione notevole rispetto alla rappresentazione convenzionale degli scacchi, una figura che esiste da sempre”. Nonostante sia stato un tratto distintivo della maison fin dalla sua nascita avvenuta nel 1889, il motivo a quadretti sarebbe stato preso in prestito dal mondo degli scacchi e di conseguenza non può essere definito un’invenzione della casa di moda francese.

Lous Vuitton aveva depositato il brevetto per il damier beige e marrone nel 1998, praticamente 100 anni dopo averlo utilizzato per la prima volta, e addirittura solo nel 2008 per lo stesso motivo in nero e grigio. I brevetti, dopo la sentenza dello scorso aprile, sono stati cancellati dalla Corte di Giustizia Europea. A richiederlo è stato il brand tedesco Nanu Nana, che negli anni scorsi aveva presentato una denuncia alla griffe francese. Louis Vuitton non è stata capace di fornire prove sufficienti del fatto che il motivo a scacchi fosse una sua creazione e un segno distintivo del marchio.