Becki Wilson ha 26 anni, viene da Edgeley, Stockport e, alla 15esima settimana di gravidanza, ha saputo che il suo bambino non sarebbe sopravvissuto a lungo. I medici le hanno dunque consigliato di abortire, anche se il pancione era già evidente, ma lei si è rifiutata. “All’inizio mi hanno detto che sarebbe potuto morire in grembo o che poteva nascere deformato ma ho rifiutato di interrompere la gravidanza. Lo sentivo muoversi e scalciare, sentivo anche il suo cuore battere dento di me”, ha spiegato Becki.

Ha così deciso di dare alla luce Carter-James Wilson, con la consapevolezza che il tempo che avrebbe passato in sua compagnia sarebbe stato sicuramente troppo poco. Nonostante ciò, ha provato a fare il possibile per tenerlo il più a lungo possibile accanto a lei. Quando lo ha tenuto tra le braccia, si è sentita viva e non avrebbe potuto desiderare una cosa più bella. Lo ha coccolato, lo ha tenuto nella culla sotto la copertina ma, purtroppo, dopo sole 16 ore dal parto, il piccolo non riusciva più a respirare e ha perso la vita.

Il personale mi ha aiutato molto ad affrontare un momento tanto difficile. Quando l’ho tenuto tra le braccia è stato magico, è una cosa che non dimenticherò mai. Ho passato pochissimo tempo con Carter ma è stato molto intenso”, ha spiegato la mamma. Oggi, il suo obiettivo è quello di raccogliere fondi da donare alle famiglie bisognose, così che i loro bambini possano avere una vita meravigliosa. Spera che la sua storia possa far capire a tutti che bisogna godersi il tempo passato con i propri figli, sono un vero e proprio dono per una mamma.