Jewel Shuping ha 30 anni, viene dal North Carolina ed è affetta da un disturbo della personalità, chiamato sindrome Biid, che le ha fatto desiderare di avere una disabilità. La malattia colpisce persone sane che si sentono a disagio nel proprio corpo e che sentono dunque la necessità di debilitarlo. Jewel ha provato in tutti i modi a diventare cieca e nel 2008 ci è riuscita.

La donna ha raccontato di essersi fatta applicare delle gocce corrosive negli occhi dallo psicologo che l’aveva in cura e da quel momento in poi ha perso la vista. La storia è arrivata ai media solo qualche settimana fa e, naturalmente, ha sconvolto tutti. Professori specializzati nella diagnosi e nella cura del Biid come il neuropsicologo Erich Kasten dell’università di Lubecca o lo psichiatra Michael First della Columbia University hanno affermato che nulla riesce a salvare le persone affette dalla malattia, neppure i farmaci e le terapie curative. “Non agite di impulso. Io sono felice di essere diventata cieca, era quel che volevo e mi sento realizzata. Voi non fatelo perché presto si troverà una cura per il nostro disturbo e, se agite in modo irreparabile, poi non potrete tornare indietro”, ha dichiarato Jewel, cosciente di aver cambiato per sempre la sua vita.

La donna desiderava diventare cieca da quando aveva solo 3 anni. Amava camminare per casa di notte al buio e, pur di perdere la vista, fissava per ore il sole. Ha imparato l’alfabeto Braille per i non vedenti durante l’adolescenza ed ha poi finto la cecità, indossando occhiali nerissimi e utilizzando un bastone. Dopo aver provato a guarire con la meditazione, lo yoga e l’ipnosi, lo psicologo si è arreso ed ha deciso di assisterla in questa follia. Jewel oggi è felice di essere una non vedente, l’integrità del suo corpo è finalmente scomparsa.