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Il coraggio di Kate Fretti: “Spero esista l’aldilà per rivedere Marco”

A quattro mesi di distanza dalla scomparsa del pilota Marco Simoncelli, abbiamo intervistato la fidanzata Kate Fretti. Con lei abbiamo parlato della nascita della Fondazione dedicata a Supersic, della sua vita senza di lui e del suo nuovo lavoro nel team di Valentino Rossi.
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A cura di Daniela Seclì
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Sono trascorsi poco più di quattro mesi da quel tragico 23 ottobre, in cui il campione di motociclismo Marco Simoncelli è morto in un tragico incidente sul circuito di Sepang. L’Italia intera, ammutolita e commossa, si è ritrovata unita nel rendere omaggio a quel centauro dai riccioli biondi, che è riuscito ad entrare nel cuore della gente con la sua schiettezza, semplicità e un coraggio quasi eroico nel perseguire i suoi sogni. “E’ nei momenti difficili, che se ne vieni fuori, cresci, diventi più forte” diceva Marco, e la sua vita è un coerente riscontro delle sue parole. Anche i momenti più complessi della sua carriera non hanno spento il suo sorriso. Con tenacia ha continuato a credere nella sua passione, inseguendo sempre l’ennesimo podio. "Guerriero in pista, dolce nella vita, inconsapevole portatore di valori antichi, solidi, veri, importanti", con queste parole lo descrive l’amico e giornalista Paolo Beltramo. Il lunghissimo e fragoroso applauso con cui oltre 30 mila persone hanno salutato Marco, davanti alla chiesa di Coriano, era la dimostrazione evidente che ciò che si stava concludendo era una vita, seppur breve, densa di significato; la fiaba di un bambino che voleva diventare un campione.

“ E’ nei momenti difficili, che se ne vieni fuori, cresci, diventi più forte ”
Marco Simoncelli
Molti sostengono che in Malesia, gli italiani abbiano perso un ragazzo speciale e guadagnato una famiglia. Papà Paolo, mamma Rossella e la piccola Martina, infatti, con il loro dignitoso dolore, hanno impartito una vera e propria lezione di vita. Sono stati l’immagine della parte sana d’Italia, quella fondata su famiglie unite e in grado di trasmettere valori solidi. Hanno saputo farsi forza fino a riuscire a far nascere da una tragedia, un bellissimo gesto d’amore, un modo per lottare al fianco dei meno fortunati, tenendo vivo il ricordo di quello che considerano ancora il loro bimbo. In questi mesi, infatti, ha preso vita la “Marco Simoncelli Fondazione”, un grande progetto gestito dai familiari del Sic e dalla fidanzata Kate Fretti.

Abbiamo voluto parlarne proprio con lei. La ragazza, che negli ultimi 5 anni gli è stata accanto, sia nei momenti difficili che nei trionfi, che riusciva a dargli tranquillità e che secondo Marco aveva una marcia in più. Nell'intervista che segue ci ha raccontato di questo importante progetto benefico, della sua vita senza Marco e del suo nuovo lavoro.

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DS: Sei parte integrante di questo grande progetto che è la Marco Simoncelli Fondazione. Qual è il tuo ruolo all’interno di essa?

Io svolgo un piccolo ruolo in un grande progetto. Semplicemente curo i contatti con le persone che vogliono collaborare con noi. Valuto le diverse proposte e qualora fossero interessanti e in linea con i fini della Fondazione, le sottopongo a Paolo e Rossella.

DS: A chi saranno rivolte, in particolare, le iniziative benefiche della Fondazione e come è possibile diventare Official Supporter?

Il nome delle associazioni a cui andranno i ricavati, non sono ancora del tutto stabiliti. Stiamo valutando le diverse proposte. Però daremo la priorità alle associazioni che si occupano dei bambini e a quelle che sostengono i feriti gravi dopo incidenti motociclistici. Si diventa Official Supporter iscrivendosi alla Fondazione, tramite il sito www.marcosimoncellifondazione.it e facendo una donazione.

DS: Marco era molto amato dai bambini. Questa Fondazione, pensata principalmente per l’infanzia, ha il sapore di una carezza nei loro confronti. Che ruolo aveva la beneficenza nella vita del SIC?

Marco non si è mai tirato indietro quando si è trattato di fare del bene. Una delle cose più belle che faceva era andare a trovare spesso i bambini disabili della comunità di Monte Tauro, nonostante avesse tanti impegni.

DS: Nel libro “Diobò che bello” Marco parlando di te dice “la possiamo considerare la mia prima morosa, perché in precedenza non avevo mai avuto una storia seria. E' brava, riesce sempre a darmi tranquillità, non rompe come le altre ragazze che avevo conosciuto, ha capito immediatamente di cosa avevo bisogno”. Il vostro era un rapporto che Marco definiva molto raro. Come è cambiata la tua vita da quel 23 ottobre?

E' cambiato tutto in un secondo. Ho visto svanire con lui il nostro futuro, i programmi che avevamo fatto insieme… E' strano non avere più la vita influenzata dalle gare dopo 5 anni. La cosa buffa è che prima poco mi importava dell'esistenza del Paradiso. Ora mi ritrovo a pregare un Dio, in cui non credo, e a sperare che esista un aldilà per poterlo rivedere.

DS: C’è un insegnamento in particolare che credi Marco abbia trasmesso con la sua esperienza di vita?

Tantissime persone mi scrivono per dirmi che dopo l'incidente si lamentano meno delle tasse, delle bollette, dei piccoli imprevisti quotidiani. Forse la gente ora apprezza di più le piccole cose perché un giorno ci sei con la vita tra le mani e il giorno dopo…boh!

DS: Circa un paio di mesi fa c’è stata una svolta importante nella tua vita lavorativa. Sei entrata a far parte dello staff di un altro grande campione, Valentino Rossi. Cosa ti ha spinto ad intraprendere questa nuova avventura a stretto contatto con il mondo dei motori?

In realtà non lavoro esattamente nello staff di Vale. Lavoro per il Gruppo Pritelli, la ditta che produce il suo merchandising. Quindi non vado alle gare, anzi penso proprio di aver chiuso col paddock della MotoGP.

Le parole di Kate riecheggiano nel vuoto che Marco ha lasciato tra i suoi cari, un vuoto ben visibile nei volti di coloro che hanno presenziato alla festa per il suo 25° compleanno, lo scorso 20 gennaio al 105 stadium di Rimini. Di seguito il video che ha inaugurato l'evento e che ha commosso fortemente i presenti.

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