Lydia Cleveland è una studentessa della James River High School, un liceo in Virginia, precisamente nella contea di Chesterfield, ed è diventata famosa negli ultimi giorni per essersi ribellata alle regole imposte dalla sua scuola in fatto di abbigliamento. Indignata dal fatto che le ragazze dovessero indossare sempre delle divise, ha inviato una lettera di disappunto ai dirigenti scolastici in cui ha scritto: “Ci stanno inculcando l’idea secondo la quale i vestiti possono sessualizzare il nostro aspetto”.

Ad ispirare Lydia è stato un incidente capitato a delle ragazze del suo liceo. Stavano giocando ad hockey sul prato quando sono state richiamate per non aver rispettato il codice di abbigliamento. Portavano dei pantaloncini per fare sport invece che la classica uniforme che non gli avrebbe permesso di praticare attività fisica e sono state definite inopportune, proprio come se avessero indossato top scollati o con l’ombelico in mostra. Addirittura, anche le uniformi da cheerleader non vengono ammesse: è vietato indossarle durante le ore di lezione.

Lydia ha voluto sottolineare che è ingiusto mettere in atto dei provvedimenti simili nei confronti delle rappresentanti di sesso femminile che, in questo modo, verrebbero solo discriminate. La reazione dei dirigenti scolastici? Hanno semplicemente affermato che non vietano di indossare un determinato indumento ma la loro scuola mettere in atto delle politiche più restrittive in fatto di abbigliamento. Quando un capo vene considerato inappropriato o succinto, la cosa viene fatta notare alle studentesse, che vengono invitate a non indossarlo più.