Godersi la compagnia di un nonno o di una nonna dalla prima infanzia fino ad arrivare all’età adulta è una vera e propria fortuna. Tutti i nipoti che avranno vissuto un’esperienza simile di sicuro ricorderanno i nonnini con dolcezza ed affetto, associando il periodo dell’infanzia ad un estremo benessere proprio grazie alla oro presenza. Sono sempre disponibili e fanno tutto solo per dimostrare il loro amore incondizionato. Rispetto al passato, però, la figura dei nonni è decisamente cambiata.

La Società Italiana di Pediatri e Preventiva Sociale ha individuato il profilo del “nonno moderno”: ha tra i 65 e i 72 anni d'età, un’istruzione media e vuole essere un sostegno per la sua famiglia. L’Italia risulta essere il paese europeo in cui i nonni si occupano maggiormente dei propri nipoti, nel 33% dei casi vengono infatti affidati a loro ogni giorno. Dati simili, anche se sono positivi dal punto di vista umano, nascondo una realtà drammatica. Le famiglie giovani, in un periodo di crisi economica ed occupazionale, si trovano infatti costrette ad appoggiarsi a quelle di origine per poter accudire i propri figli, anche perché gli investimenti dei servizi sociali in questo settore sono decisamente carenti.

I nonni rappresentano quindi un bene prezioso ed irrinunciabile. Sono saggi custodi di esperienze e riescono a “viziare” i propri eredi, pur senza eccedere e senza interferire con il modello educativo dei genitori. Diventare nonni al giorno d’oggi non è più considerato sinonimo di vecchiaia, ma anzi permette di riscoprire l’energia, la passione e il dinamismo che avevano accompagnato gli anni successivi alla nascita dei figli. Essere nonni è dunque paragonabile al diventare genitori per la seconda volta.