Tutti i bambini nati negli anni ’80 o negli anni precedenti ricorderanno sicuramente i giochi di carte. E’ proprio così che si passavano interi pomeriggi in compagnia di amici e parenti prima che arrivassero computer, tablet e smartphone. Un sondaggio condotto dall’agenzia di marketing Opinium, i cui risultati sono stati pubblicati sul Teleghaph, ha dimostrato che tutti i passatempi tipici della nostra infanzia stanno scomparendo. Meno della metà dei bambini d’oggi conosce giochi tradizionali come “un due tre stella”, “nomi cose e città” oppure scala quaranta.

Sono state analizzate le abitudini di 1.002 bambini tra i 7 ei 14 anni e solo il 44% di loro ha dichiarato di saper giocare con le carte. Addirittura, la percentuale scende al 25% quando si parla delle regole degli scacchi. Più della metà dei bambini intervistati ha dichiarato inoltre di non sentirsi in colpa per aver passato più tempo davanti lo schermo di un computer, piuttosto che in compagnia dei familiari. I genitori sono molto preoccupati d questa tendenza in quanto ritengono che sono stati proprio quei giochi tradizionali ad affinare le loro capacità di risolvere i problemi di logica ed aritmetica.

Il contatto eccessivo con la tecnologia non ha sempre delle conseguenze positive, anzi può contribuire a frenare lo sviluppo intellettivo dei ragazzini. Gli esperti ritengono che la rivoluzione debba partire dai genitori. Sono proprio loro che dovrebbero imporsi, staccando i proprio figli da smartphone e computer e insegnandogli le regole dei giochi tradizionali che hanno accompagnato la loro infanzia.