L'acqua è il composto chimico, con formula molecolare H2O, più importante per il nostro Pianeta e per la nostra esistenza, l'acqua è vita, l'acqua è prosperosità, l'acqua è il bene più prezioso. Purtroppo però non tutti abbiamo a disposizione la quantità di acqua che vorremmo, a volte è troppa, altre è troppo poca. Raramente ci rendiamo conto del valore che l'acqua ha per la nostra sopravvivenza e raramente riflettiamo sull'impatto ambientale che hanno i nostri sprechi: come quando teniamo il rubinetto aperto mentre ci laviamo i denti o lasciamo scorrere l'acqua mentre ci insaponiamo nella doccia. Quanto potrebbe cambiare la nostra vita se, da un momento all'altro, non avessimo più a disposizione l'acqua? Ho deciso di vivere una settimana senza acqua ed ecco cosa mi è successo.

Giorno 1

La settimana è iniziata con l'idea di privarmi dell'acqua da bere e di sostituirla con i vari prodotti disponibili sul mercato: succhi, spremute, bibite. Il primo giorno parte dunque all'insegna della spesa. Uno scontrino poco amichevole mi preannuncia che i prossimi 7 giorni mi costeranno parecchio.

Giorno 2

Ho sete. Non sono abituata a bere bibite zuccherate, sono sempre stata una sostenitrice dell'acqua naturale a temperatura ambiente come unica soluzione per dissetarsi, ecco perché in questo secondo giorno ne sento un bisogno esistenziale. Sono consapevole di non essere disidratata, eppure la sensazione è quella.

Giorno 3

Non so se sia normale, mi sembra quasi eccessivo, eppure noto che le mie mani tremano. Sento un generale senso di stanchezza misto ad appesantimento. Le bevande mi hanno tolto l'appetito, è come se gli zuccheri che “bevo” mi saziassero, però mi sento debole, le mani mi tremano e ho preso un chilo. L'idea di rinunciare all'acqua da bere per una settimana non mi sembra più sicura per la mia salute e decido di fermarmi. Nuovo obiettivo: vivere i prossimi 4 giorni senza acqua corrente, insomma, posso bere acqua, ma non posso utilizzarla per lavarmi o per pulire.

Giorno 4

È possibile lavarsi i denti senza acqua? Sì. Esistono i chewingum e le pastiglie, però questi prodotti non mi convincono, mi lasciano una sgradevole sensazione in bocca. Il mio metodo è semplice: spazzolino con dentifricio e risciacquo con collutorio. Ah, una precisazione: ho scelto di fare uno strappo alla regola e non rinuncio allo sciacquone del bagno. Vorrei evitare che la settimana senza acqua si trasformi nella settimana senza fidanzato.

Giorno 5

Prima o poi doveva accadere, i capelli chiedono pietà! Ho scoperto che l'amido di mais può essere utilizzato per farsi lo shampoo a secco. Il metodo è semplice: ci si mette a testa in giù sul lavandino, ci si cosparge il cuoio capelluto con un cucchiaio di amido, si massaggia e poi, con l'aiuto di un pettine e di un phon, si tolgono i residui. È sorprendente quanto funzioni, asciuga il grasso e dà lucentezza, da tenere presente per i miei vari trekking in tenda. Resto però un'appassionata della buona e vecchia acqua corrente, insomma, non vedo l'ora che l'esperimento finisca per lavarmi.

Giorno 6

Sono contraria all'omm (o donna) addà puzzà e in questi giorni ho fatto il possibile per evitare di profumare come una stalla: ho fatto scorte di salviettine per neonati. Non amo quelle per adulti, hanno profumazioni eccessive e componenti troppo aggressive per la mia pelle. Ho evitato di utilizzarle sul viso che, in generale, non lavo con acqua, ma con appositi detergenti. Immaginatevi ora la faccia delle altre donne nello spogliatoio della palestra quando, invece di fiondarmi in doccia, tiravo fuori le salviette per poi cospargermi di olio di mandorla per non essiccarmi come un pomodoro al sole. Ecco in quei momenti non potevo fare a meno di cantare nella mia testa “Gatto rognoso, bel gattone, tu puzzi come un caprone”… gli amanti di Friends possono capire!

Giorno 7

Mancano ancora due attività principali che necessitano di acqua: lavare le stoviglie e lavare i vestiti sporchi. Per quest'ultima ho scelto di vincere facile rimandando di 7 giorni la lavatrice, quanto ai piatti invece ho trovato un equilibrio tra l'utilizzo di un mix di aceto di vino bianco o di mele e succo di limone, totalmente fallimentare senza risciacquo, e stoviglie usa e getta, dispendiose ed inquinanti.

Terminati i 7 giorni, farsi la doccia con acqua corrente è stato diverso. È innegabile che vivere una settimana senza acqua, o acqua corrente, in Italia e nel 2016 non sia poi così difficile, forse non è omni comfort, ed è sicuramente esoso. Soldi inutilmente spesi per acquistare prodotti che malamente sostituiscono l'acqua e a loro volta necessitano di un enorme quantità di acqua per essere realizzati, distribuiti e venduti. Insomma, il miglior modo per ridurre il nostro impatto sull'ambiente, per rispettare coloro che non hanno accesso a questa risorsa quanto noi, per non sprecare, non è smettere di utilizzare l'acqua, ma imparare a farne buon uso. Provate anche voi a restare qualche giorno, o anche solo qualche ora, senza acqua corrente: vi renderete subito conto di quanto sia importante chiudere il rubinetto quando non ne avete bisogno.

La settimana senza acqua, ad oggi, si è rivelata più difficile della settimana senza soldi, senza sorrisi e senza smartphone.