La Milano Fashion Week è partita e fino al prossimo 25 febbraio saranno molte le Maison che presenteranno le loro collezioni per l'Autunno/Inverno 2019-20. Ieri è stato il turno di Gucci che come al solito ha messo in scena uno show spettacolare e sopra le righe grazie all'incredibile creatività di Alessandro Michele. Quest'anno lo stilista ha voluto fare una riflessione sulla natura e sulla rappresentazione di sé, mandando in scena modelli e modelle con maschere, aculei e copri-orecchie dorate.

Il disordine estetico di Alessandro Michele

Gucci è tra le Maison che hanno presentato la collezione per l'Autunno/Inverno 2019-20 durante la prima giornata della Milano Fashion Week. La sfilata è stata allestita nell'headquarter di via Mecenate, dove è stata montata una passerella lunga più di 100 metri, calcata da modelli e modelle con indosso delle maschere. L'obiettivo del direttore creativo Alessandro Michele era quello di annullare la distinzione tra i generi servendosi di questo strumento di occultamento e falsificazione della realtà. Tra completi dalle linee ampie, camicie a righe e gilet, maxi cravatte in stile anni '90, pantaloni a sbuffo con la vita altissima e bluse di seta con le rouches, si è dato spazio a un vero e proprio "disordine estetico", così da dare a tutti la possibilità di indossare gli abiti che permettono di esprimere la propria vera identità. Al motto di "Diventiamo ciò che sentiamo di essere", Gucci ha proposto una linea originale, avveniristica, fatta di contrasti e sovrapposizioni.

Gucci: ecco perché aculei e maschere finiscono in passerella

Le sfilate di Alessandro Michele, si sa, non sono mai convenzionali, vogliono essere provocatorie e sopra le righe, così da trasmettere un messaggio ben preciso ai fan della Maison Gucci. Questa volta lo stilista ha voluto guardare al futuro senza dimenticare le radici della nostra cultura, rifacendosi al mondo antico in cui l'essere ermafrodito, ovvero a metà tra i due sessi, era l'essere più bello. E' proprio per eliminare la distinzione tra generi che ha fatto indossare a tutti la maschera, uno strumento che nasconde e che permette dunque agli abiti di parlare, esprimendo al massimo la propria identità. Vestiti e maschere sono stati decorati con aculei e borchie, associati a dei copri-orecchie in metallo dorato, ovvero un riferimento all'opera "Fashion Fiction #1" dell'artista Eduardo Costa, quali sono i loro significati simbolici? Michele li ha usati come strumento di difesa, a dimostrazione del fatto che anche un animo gentile a volte si ritrova a combattere, servendosi di qualsiasi tipo di arma a sua disposizione pur di sopravvivere. Così facendo, ha voluto rivelare la natura selvaggia dell'essere umano, che si trasforma in una vera e propria belva quando è impaurito, accecato e stordito. Insomma, la sua collezione vuole essere una rivendicazione della liberà, un modo per riappropriarsi di codici lontani, donandogli una nuova vita.