La crisi e la disoccupazione hanno gravi effetti anche sulla realizzazione dei rapporti sentimentali: sono sempre più pochi infatti gli italiani che decidono di sposarsi. I dati Istat dimostrano che nel 2013 sono stati celebrati 194.057 matrimoni, ben 13.081 in meno rispetto al 2012. E’ già a partire dal 2008 che ogni anno diminuiscono le coppie che decidono di convogliare a nozze. Le regioni con meno matrimoni sono la Sardegna e l'Umbria, mentre un lieve aumento si registra nella provincia autonoma di Bolzano. Stranamente, il Sud è in controtendenza e registra un numero di cerimonie superiore rispetto al dato medio nazionale, segno che i meridionali danno ancora un certo valore al matrimonio, considerato fondamentale per la creazione di una famiglia.

I dati dimostrano anche che gli italiani preferiscono il matrimonio civile e non più la funzione religiosa e che sono sempre di più i cittadini del nostro paese che sposano un  partner straniero. Tra i più gettonati ci sono le mogli rumene e i mariti marocchini. La diminuzione dei primi matrimoni è stata attribuita ad un ‘effetto struttura’, cioè in Italia abbiamo assistito ad una riduzione delle nascite dagli anni ’70 agli anni ’90 e ciò ha fatto sì che diminuisse la fascia di popolazione con un’età compresa tra i 16 e i 34 anni, quando sono molto più frequenti le unioni matrimoniali. Nel 2013 si sono contati 13 milioni di giovani in questa fascia di età, circa un milione in meno rispetto al 2008.