Una persona introversa viene definita dall’Oxford Dictionary come una personalità riservata, ritardata, concentrata solo su sé stessa. Un introverso si sente ripetere continuamente “non parli mai”, solo perché non vuole essere al centro dell’attenzione e non vuole comunicare a tutti ogni pensiero che gli passa per la testa. Gli introversi non sono timidi, ma solo mentalmente più complessi: trovano poco stimolante parlare unicamente di calcio, di feste, di barzellette; parlano solo al momento giusto e non sprecano il loro tempo con  persone con cui non hanno piacere di stare.

Nel 1971 la teoria dei tipi psicologici di Carl Gustav Jung, ha categorizza gli introversi come degli individui felici da soli, con una ricca fantasia e tendenze artistiche. Spesso restano distaccati dalla società e sono, quindi, incompresi. Gli introversi sono ritirati perché sono introspettivi. Sono riservati perché sono pensierosi. Sono tranquilli perché stanno ascoltando. Questo è il motivo per cui sono spesso artisti, scrittori, creatori, inventori.

Uno studio condotto dal Development Center Gifted riferisce che il 60% dei bambini dotati sono introversi: hanno sensibilità, sviluppo morale, alto rendimento scolastico, leadership in campo accademico e sono capaci di diventare adulti ben adattati e leader indipendenti. Sono spirituali e non sentono il bisogno di riempire i loro vuoti con amicizie e rapporti futili e superficiali. Sono solitamente ossessionati dal realizzare i propri obiettivi e le proprie passioni. Gli introversi sono quelle persone che preferiscono confrontarsi con un’unica buona mente, piuttosto che con 100 teste vuote.